Il dolore
Una metropolitana di superfice tra Prato e Firenze
Urbanistica e trasporti nel secondo appuntamento dei “renziani” di AdessoPrato, lo snodo resta l’area del Miseriordia e Dolce trasformata nella sede istituzionale dell’area metropolitana
PRATO. Fare l'area metropolitana partendo dalle infrastrutture. Da una specialmente: un collegamento rapido e frequente fra Prato e Firenze. Nel secondo appuntamento di “AdessoPrato” , l'ala renziana del Partito Democratico lascia intravedere una sua possibile declinazione dell'urbanistica del futuro. Non ostile alle opere pubbliche e con lo sguardo rivolto verso una Firenze amica più che la storica arcirivale.
Ieri sera (mercoledì 15 maggio)al Palazzo delle Professioni il confronto è stato all'insegna dell'ambizione con alcune priorità: la riqualificazione dell'area del Misericordia e Dolce con un'opera mista di parco e di costruzione avveniristica per ospitare gli uffici della futura città metropolitana e il nodo dei collegamenti fra i due centri urbani. Un'impostazione che piace al parlamentare Matteo Biffoni, per la sua capacità di porre Prato quale perno della nuova istituzione e dell'area della Piana. Su questa scia si è mosso l'intervento di Mauro Grassi, capo di gabinetto del sottosegretario alle infrastrutture Erasmo D'Angelis (uno dei pochi renziani nel governo Letta): rendere un tutt'uno Prato con Firenze sul piano dei trasporti.
Sono due le soluzioni possibili: una metropolitana veloce di superficie che sfreccerebbe a una velocità di circa 150 km/h oppure un trasporto lento usando i binari di Santa Maria Novella per garantire partenze ogni 7 minuti: “Attualmente il prezzo delle case è estremamente più basso a Prato che a Firenze. Avere collegamenti migliori livellerebbe i valori immobiliari”.
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