Sicurezza
Palpeggiò un ragazzo, 15 giorni di arresto
PRATO. Dalle testimonianze in aula sembrava un episodio di violenza sessuale su un minore, ma alla fine è stato giudicato come “atti contrari alla pubblica decenza” e l’imputato se l’è cavata con 15...
PRATO. Dalle testimonianze in aula sembrava un episodio di violenza sessuale su un minore, ma alla fine è stato giudicato come “atti contrari alla pubblica decenza” e l’imputato se l’è cavata con 15 giorni di arresto. A rispondere di un episodio accaduto il 23 settembre 2008 è stato chiamato l’uomo che tre anni dopo rischiò il linciaggio alle case popolari di via Da Quarata, a Iolo, quando una folla inferocita tentò di farsi giustizia sommaria per le pesanti attenzioni dell’uomo nei confronti di un ragazzino. Stavolta invece il cinquantenne, ieri difeso da Paolo Ceccherini in sostituzione di Marcello Lucera, è stato processato per aver messo le mani addosso a un ragazzo che non è mai stato rintracciato. Una donna ha raccontato in aula di averlo visto mentre palpeggiava il ragazzo, apparentemente minorenne, su una panchina di via Amendola. La donna chiamò il 112 e il capitano Papasodaro, all’epoca comandante del Nucleo radiomobile, ha confermato di aver fermato il sospettato in via della Fortezza. Lo riconobbero subito perché aveva il giubbotto di un’associazione di volontariato, in cui all’epoca prestava servizio. Un’ora dopo fu riconosciuto in caserma dalla testimone ed è stato accusato di atti osceni in luogo pubblico (ha una serie di precedenti specifici). Il capitano Papasodaro ha ricordato che il fermato si mise a piangere e si giustificò dicendo di aver subito lui stesso molestie sessuali quando era un bambino. Il giudice Signorini ha riqualificato il reato in “atti contrari alla pubblica decenza” e ha condannato l’uomo a 15 giorni di arresto. (p.n.)
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