Il dolore
Dopo l’ospedale c’è l’assistenza nel presidio
Inaugurata la palazzina per le cure intermedie negli ex infettivi 12 posti, per iniziare, e dedicati solo agli anziani. E’ il primo in Toscana
PRATO. Il primo presidio di cure intermedie della Toscana è stato inaugurato a Prato: 12 posti destinati ad anziani dimessi dall'ospedale che hanno terminato il percorso di ricovero, ma non sono ancora pronti per tornare a casa. Il raddoppio dei letti è previsto per settembre, quando sarà inaugurato il nuovo nosocomio e quindi completamente liberata la palazzina dove a si trovava il reparto delle malattie infettive. «In tutta la Toscana – ha spiegato Luigi Marroni assessore regionale alla salute – sono previsti 500 posti dedicati alle cure intermedie, da Prato è partito il primo esempio che si armonizza con la riforma della sanità toscana incentrata sull' efficienza delle strutture dislocate sul territorio». Per ora l'accesso al presidio (massimo 15 giorni), è riservato soltanto ai pazienti dimessi che hanno bisogno di assistenza sanitaria, fra qualche mese anche a quelli che non hanno fatto un percorso ospedaliero, offrendo così un servizio più esteso e non solo dedicato alla popolazione anziana. Il presidio garantisce assistenza infermieristica 24 ore su 24, consulenza specialistica, programmi di fisioterapia e riabilitazione personalizzati, fornitura di farmaci, presidi sanitari e ortopedici.
La presa in carico del paziente è gestita da un team formato da medici, infermieri e personale socio sanitario. Il servizio di ex guardia medica garantisce l'assistenza notturna e festiva. La struttura si trova al primo piano dell' edificio 1 (ex malattie infettive) organizzata con stanze doppie e singole. «Il presidio – ha spiegato il direttore generale Bruno Cravedi – è un' altra risposta alle esigenze del territorio dopo la costituzione delle Rsa, i centri diurni e il servizio di interventi domiciliari». Sul territorio i posti destinati alle residenze sanitarie assistite sono 730, compresi 50 posti per ricoveri temporanei e 10 per assistenza riabilitativa, 80 quelli destinati ai centri diurni e agli interventi domiciliari. Nel 2012 sono stati seguiti oltre 5000 pazienti in assistenza domiciliare programmata, 800 con quella integrata e più di 270 con il percorso. «Dopo l'ospedale meglio a casa” dedicato agli anziani che, nelle 48 ore dopo le dimissioni dall' ospedale, hanno avuto bisogno temporaneamente di una sorveglianza assistenziale e di intervento per il recupero funzionale. Oltre 1000 casi, invece, sono stati gestiti dal Scaht, il Servizio di continuità assistenziale ospedale territorio, per trovare soluzioni residenziali o assistenziali in seguito a dimissioni complesse. «Il servizio - ha ricordato Francesco Bellomo, direttore sanitario - è stato gestito in collaborazione con i medici di medicina generale, è frutto di un lungo percorso che ha come obiettivo una struttura funzionale alle esigenze del territorio. In questi giorni realizzeremo gli ultimi controlli per poi aprire ufficialmente il presidio».
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