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Comune unico, Cecconi è più possibilista

Comune unico, Cecconi è più possibilista

PRATO. Il comune unico scalda gli animi degli abitanti della Val di Bisenzio: mercoledì sera in tantissimi, arrivati anche da Cantagallo, hanno animato il secondo consiglio aperto dedicato al tema....

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PRATO. Il comune unico scalda gli animi degli abitanti della Val di Bisenzio: mercoledì sera in tantissimi, arrivati anche da Cantagallo, hanno animato il secondo consiglio aperto dedicato al tema. La prima sorpresa è stato l'annuncio dato dal sindaco Marchi di una parziale apertura alla fusione da parte del collega Cecconi, la seconda è che l'attuazione del comune unico avverrà dopo il 2014, quindi alle prossime amministrative verranno eletti tre sindaci che si faranno carico di concludere l'iter che inizierà nei prossimi mesi. Nella lettera inviata a Marchi Cecconi scrive che «Ritengo di manifestare la disponibilità del nostro Comune ad attivare un graduale processo informativo e partecipativo attraverso una serie  di momenti di confronto e approfondimento, anche tecnici, con la nostra popolazione ed il tessuto associativo senza escludere una forma di consultazione popolare o referendaria». La partecipazione popolare è l'aspetto che maggiormente interessa i cittadini e i comitati che si sono costituiti negli ultimi giorni. Posizione sposata anche dal consigliere di maggioranza Paolo Lascivi che ha ribadito l'importanza della partecipazione popolare in un processo di mutamento così radicale. Altro punto di discussione è stato il numero dei comuni che si devono unire; la giunta sostiene che siano tre, per questo è disposta a dilatare i tempi in attesa di un ripensamento da parte di Vernio, mentre i consiglieri Pd spingono per un processo a due. Pronta la risposta dell' assessore Aurora Castellani. «Abbiamo perso tempo, la materia è complicata, bisogna prima ricostruire un rapporto con i cittadini. Bisogna fermarsi a riflettere». Dai banchi dell'opposizione, in questo caso minoranza visto che la mozione è firmata da entrambi gli schieramenti, qualche perplessità sulla scelta di delegare ai prossimi amministratori l' unificazione, si teme che una volta eletti non «lascino così facilmente la poltrona».

Alessandra Agrati

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