Il dolore
Cap e Comune ai ferri corti sulle tratte per Galciana
La società vorrebbe far passare gli autobus in partenza da via Dante, l’assessore da piazza Mercatale
PRATO. Con due milioni di passeggeri in meno nell'arco dell'ultimo biennio e lo scontro sul trasferimento del deposito per gli autobus era difficile immaginare una riconciliazione repentina fra la Cap e l'assessore alla mobilità, Roberto Caverni. Ieri mattina in commissione trasporti i pronostici sono stati rispettati.
Comune e azienda marcano ancora le distanze sul futuro del trasporto pubblico locale, specie sulle tratte della Lam blu che connetterà il centro cittadino con l'area nevralgica del nuovo ospedale a Galciana. Con una sorpresa: l'inerzia pratese sarebbe costata la perdita di un generoso finanziamento europeo per 20 milioni di euro. Prato e i 20 milioni. Il primo a rilevare il possibile danno per lo sviluppo del Tpl è il consigliere del Pd, Maurizio Calussi: «Secondo notizie di stampa, Pisa sarebbe riuscita ad accaparrarsi un finanziamento comunitario per 20 milioni di euro, a scapito di Prato e della sua lentezza nel presentare un progetto analogo».
Un giallo che non viene risolto facilmente. L'amministratore di Cap, Alberto Banci è a conoscenza delle risorse strappate per la realizzazione di linee Lam sotto la torre pendente, che grazie al contributo cospicuo di Bruxelles verranno trasformate in filobus: «Se questo abbia comportato una perdita per Prato non sono al corrente». Ugualmente perplesso l'assessore Caverni: «Tendo a escludere che possa essere accaduta questa mancanza da parte dell'amministrazione. Forse si riferisce ai fondi Piuss», collegati alla realizzazione di quel polo espositivo bloccato dalla giunta Cenni sin dal giorno del suo insediamento nel 2009.
La strategia sulla Lam. Caverni è personalmente contrario alla diradazione delle corse portandone la frequenza - dettata dalla magrissima congiuntura dei trasferimenti statali - a 15 minuti, ma è nel novero delle possibilità. Per Cap, invece, di limitazioni e di risparmi si rischia di buttare alle ortiche un servizio: «Le linee di Lam blu e rossa accusano ritardi fino a un quarto d'ora per corsa nel 70% dei casi - lamenta Banci -. Altri tagli andrebbero a comprometterlo».
Lam blu e nuovo ospedale. Con la pedonalizzazione di piazza delle Carceri sono due le opzioni in campo: Cap vorrebbe far transitare (senza pensilina né fermata) gli autobus dal centro verso il nuovo nosocomio in un tratto della piazza, passando da via Dante. L'assessore - pur non avendo un pregiudizio negativo verso questo tracciato - preferirebbe deviare la corsa in piazza Mercatale con una corsia preferenziale riservata. Controindicazioni in entrambi i casi: su via Dante potrebbero andare persi 10 posti auto, passare da piazza Mercatale significherebbe districarsi per una viuzza ostica, canto alle Tre Gore con ulteriori ritardi sulla tabella di marcia dei bus. «Dovremo trovare una forma di conciliazione fra gli interessi dei passeggeri ad avvicinarsi in centro e la tutela dei posti auto per i residenti. Sceglieremo ascoltando la città» è la promessa dell'assessore. E il consigliere del Pd, Andrea Colzi lo pungola affinché segua l'esempio delle città italiane ed europee nel tenere le auto lontane dalla circolazione nel centro cittadino. Deposito CAP. È il contrasto iniziale, Cap vorrebbe una variante urbanistica per realizzare 100 appartamenti nel vecchio deposito. In attesa di una risposta dal Comune.
Carlandrea Poli
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