Il dolore
Ospedale, no al fumo anche all’esterno
Il divieto entrerà in vigore con il trasloco nella nuova struttura. Consigliere propone che valga in tutte le aree pubbliche
PRATO. Dopo New York e San Lazzaro di Savena il consigliere comunale dell'Idv, Aurelio Donzella è convinto: deve toccare a Prato.
Il divieto di fumo, che dai tempi del decreto Sirchia è diventato obbligatorio in tutti i locali pubblici – rompendo una cultura ultradecennale di tabagismo in ristoranti e pub – dovrebbe essere esteso anche ai giardini, ai parchi e agli spazi adiacenti gli esercizi commerciali.
Questa almeno è la sua proposta, che la settimana prossima verrà messa nero su bianco nel testo di una mozione da sottoporre al voto del consiglio comunale.
Il primo atto concreto verso la liberazione degli spazi aperti dalla nicotina, tuttavia, non arriva dai palazzi della politica bensì si muove dai vertici dell'ospedale di Prato. Su sollecitazione di Fabio Baldi, portavoce di Cittadinanza Attiva e da anni promotore del centro per i diritti del malato, il dirigente Alessandro Sergi ha recepito l'idea di mettere fuori legge le sigarette negli spazi esterni. «Dobbiamo individuare il perimetro esatto entro il quale far valere il nuovo regolamento.
La Regione è d'accordo e credo che sia particolarmente utile, perché medici e infermieri devono dare il buon esempio».
La nuova limitazione al fumo entrerà in vigore il prossimo autunno in concomitanza con l'inaugurazione del nuovo edificio a Galciana.
E non risparmierà neanche le sigarette elettroniche, d'altronde la legge in vigore non prevede distinzioni.
Mentre al Misericordia e Dolce – dove peraltro il divieto di fumare all'interno è a volte disatteso – partirà presto una campagna di sensibilizzazione rivolta al personale sociosanitario.
L'ospedale diventerebbe a quel punto una buona pratica da imitare nel resto della città e il senso della mozione di Donzella mira ad estendere al resto della città questo nuovo approccio al vivere sostenibile. Nonché al miglioramento del decoro urbano, sporcato spesso dai mozziconi sull'asfalto.
L'apripista a livello globale è stato il sindaco di New York, Mike Bloomberg che bandì le “bionde” ad Hyde Park.
A livello italiano l'esempio è offerto dal comune in provincia di Bologna, San Lazzaro. «Chiedo che con un'ordinanza il Comune stabilisca un divieto analogo, pensando soprattutto a tutelare le aree verdi adibite con giostre e giochi per bambini.
E chiedo che introduca delle sanzioni ad hoc, andando a modificare il regolamento della polizia municipale» spiega l'esponente del movimento dipietrista.
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