Il dolore
Occhio alle catenine d’oro C’è uno scippo al giorno
Cinque episodi tra lunedì e martedì, i colli si scoprono e i banditi ne approfittano Per debellare il fenomeno serve la collaborazione dei gestori dei “compro oro”
PRATO. Un tempo si scippavano le borsette, adesso bisogna stare attenti alle collanine d’oro, e non è certamente un passo avanti.
Cinque furti con strappo, tra lunedì e martedì, hanno riportato sotto i riflettori un reato che potremmo definire “di stagione”, nel senso che fa più caldo e i colli si scoprono. Le collanine d’oro, che ci sono anche d’inverno, ovviamente, in primavera e in estate diventano molto più facili da prendere per gli scippatori senza scrupoli. E una volta prese, sono una specie di assegno circolare in mano ai rapinatori. Basta andare a uno dei tanti “compro oro” che sono spuntati come funghi in città nell’ultimo anno e farsi convertire la catenina in denaro contante.
I gestori dei “compro oro” non sono tenuti a chiedere la prova del legittimo possesso dell’oro che viene venduto (prova che del resto costituirebbe un problema anche per i legittimi proprietari). Devono identificare i venditori ed eventualmente segnalare operazioni sospette. Ad esempio lo stesso soggetto che si presenta sette volte in sette giorni.
Ma non è sempre facile distinguere il malvivente dalla persona onesta, e il canale del “compro oro” non è certo l’unico per la ricettazione. Ci sono i ricettatori di lungo corso, a cui si sa di potersi rivolgere, e ci sono quelli che hanno impiantato in casa laboratori per la fusione dell’oro, che poi viene rivenduto a grossisti senza scrupoli, anche se finora a Prato non si sono registrati casi di questo tipo. In certi casi la collanina scippata diventa merce di scambio con lo spacciatore di droga, che poi sa come far fruttare quanto ha ricevuto.
Per capire la portata del fenomeno, comunque, conviene partire dai numeri. In base alle statistiche elaborate dalla Questura, che riguardano anche gli episodi denunciati alle altre forze dell’ordine in provincia di Prato, sono stati 67 i furti con strappo nei primi quattro mesi dell’anno, in leggero calo rispetto ai 69 episodi denunciati nel primo quadrimestre del 2012. In Questura avvertono che è una cifra ancora non consolidata, nel senso che potrebbe leggermente aumentare nelle prossime settimane. Si tratta in ogni caso di uno scippo ogni due giorni e certamente è solo una parte del fenomeno, a cui mancano gli episodi qualificati come rapina e quelli che non vengono denunciati. Senza andare troppo lontano dal vero, si può parlare di un caso al giorno.
Dall’anno scorso, come si diceva, sono aumentati in maniera esponenziale i furti con strappo delle collanine d’oro, e la spiegazione va ricercata nei canali della ricettazione. Se il malvivente sa di poter piazzare la catenina senza troppi rischi è incentivato a riprovarci giorno dopo giorno, a farne un mestiere come un altro.
Ne fanno le spese gli anziani e i cinesi, anche in centro, anche in pieno giorno, come lunedì e martedì. L’impatto, per molti, soprattutto per gli anziani, può essere devastante: non è solo la perdita di un oggetto che ha un valore anche affettivo, è la sensazione di essere violati nella propria intimità quando meno ce lo si aspetta, la paura del passante che si trasforma in rapinatore. Molti, come è accaduto martedì pomeriggio a una donna di 85 anni in piazza Mercatale, finiscono all’ospedale, ma una volta guariti nel fisico rimangono segnati a livello emotivo. Per un pugno di euto.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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