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Prato

La protesta

Niente cimitero musulmano la comunità in piazza

PRATO. Minacciano di protestare in piazza davanti al Comune se non verrà data loro una risposta in tempi brevissimi sulla collocazione del cimitero che dovrà ospitare le salme di defunti italiani ma...

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PRATO. Minacciano di protestare in piazza davanti al Comune se non verrà data loro una risposta in tempi brevissimi sulla collocazione del cimitero che dovrà ospitare le salme di defunti italiani ma di fede musulmana. In fermento la comunità pratese dopo il mancato appuntamenti di ieri con l’assessore all’Integrazione Giorgio Silli.

«L’assessore aveva convocato una delegazione formata da cinque persone - spiega Mazig, uno dei portavoce della comunità musulmana a Prato da ormai tanti anni - che si sono presentate in Comune ma senza essere ricevute e senza che l’appuntamento venisse rinviato . Ora la tensione è molto alta - continua - e la comunità minaccia di scendere in piaza e protestare». Si tratta di almeno duecento persone che aspettano dal 2009 che le promesse si realizzino.

«Abbiamo presentato al richiesta per il cimitero musulmano nel 2009 - continua Mazig - Dopo qualche tempo ci è stato risposto dal presidente del consiglio comunale che era possibile procedere e che l’area era stata individuata a Galciana. Da allora non è accaduto più nulla. E noi dobbiamo continuare a mandare i nostri morti nei paesi di origine. Non è giusto - conclude - noi siamo pratesi e abbiamo il diritto di visitare i nostri cari al cimitero come fanno tutti». Un’altra questione ha ulteriormente aggravato la tensione: la moglie del marocchino ucciso la settimana scorsa davanti al circolo di Cafaggio, chiede di seppellire il proprio caro a Prato. Ma non potrà farlo.

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