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Prato

Nel vecchio ospedale di Prato: canali, un parco ed edifici “trasparenti”

Nel vecchio ospedale di Prato: canali, un parco ed edifici “trasparenti”

Il progetto sull’area del Misericordia e Dolce di due giovani architetti pratesi che in quel pezzo di città hanno collocato la sede della futura istituzione “area metropolitana”

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PRATO. Tre edifici nuovi, costruiti come se fossero ponti, sopraelevati al centro per consentire di passeggiare nel parco che corre sotto e il defluire dei canali dell'acqua. Il quarto edificio, esistente e recuperato, trasformato, svuotato, quasi trasparente. E' il progetto di due giovani architetti di Prato, entrambi di 26 anni, Cosimo Balestri ed Emanuele Barili che hanno ripensato l'uso dell'area del vecchio ospedale Misericordia e Dolce.

Un pezzo di territorio importante che lega il centro storico alla prima periferia di Prato e sulla trasformazione del quale si sono esercitati in tanti: alcuni (il Pd) lo pensano come un parco per un nuovo acceso alla città, altri lo vedono come un luogo di residenza (Regione), altri ancora come il luogo delle nuove funzioni o di contro, riutilizzando gli edifici esistenti, come l'area dove allocare un buon numero di case popolari. Poi c'è il Comune che almeno in una parte degli edifici ora in uso vedrebbe bene il polo oncologico.

I due architetti pratesi invece nello spazio lungo le mura hanno collocato il cuore dell'area metropolitana, un'istituzione che ora non c'è e che forse domani ci sarà "ma che esiste già perché un milione e mezzo di cittadini la vivono tutti giorni"spiega l'architetto Valerio Barberis, dello studio pratese Mdu, lo stesso che ha firmato, tra l'altro, il progetto della nuova Camera di Commercio.Sarà proprio Barberis a presentare il progetto questa sera (16 maggio alle 21) al Palazzo delle Professioni in via Pugliesi dove si terrà la seconda serata a tema di "Adesso Prato" organizzata degli ex comitati per Renzi, coordinata da Filippo De Rienzo e Monia Faltoni.

Argomento: la città che cambia. Ospiti di calibro: da Mauro Grassi, capo di gabinetto del sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti per parlare di area metropolitana; agli architetti Barili e Balestri, appunto con il progetto sull'area del vecchio ospedale; il direttore dell'Interporto Luciano Pannocchia; Luigi Pingitore di Legambiente col quale si discuterà di mobilità di persone e merci; l'ingegnere Luigi Ciatti dello studio Prisma che presenterà il progetto di raddoppio interrato della Declassata al Soccorso, il presidente dell'ordine degli architetti di Prato Luigi Scrima che parlerà di qualità dell'architettura e l'architetto Roberto Vezzosi che invece farà un intervento sul recupero dei distretti industriali.

La novità però riguarda il progetto di riuso dell'area ospedaliera. "Che si sviluppa dentro le mura antiche - spiega Barberis - che prevede che si abbattano tutti gli edifici nuovi, non tutelati dalla Soprintendenza, e che ha come cardine la permeabilità dell'area". Sei nuovi accessi; palazzi di vetro per vedere e essere visti, "perché la pubblica amministrazione deve essere trasparente", incurvati - simili a grandi virgole -  e arcuati "per garantire l'accessibilità al parco che occupa l'intera area" e percorsi da canali di acqua: "proprio i canali rappresentano, secondo il progetto dei due architetti, - continua Barberis - una sorta di territorio sacro: strade d'acqua che purificano e dalle quali tutto nasce". Senza contare che proprio sotto l'area del vecchio ospedale scorrre ancora una delle gore più grandi di Prato.

E c'è un'altra particolarità nel progetto Barili-Balestri: il recupero di uno dei due padiglioni ospedalieri, il più alto, ma profondamente trasformato.L'altro, invece,  sparisce. "Il palazzo viene svuotato completamente - spiega Barberis - restano solo i piloni di sostegno tranne che per il penultimo e l'ultimo piano". E' lì che il progetto colloca il cuore amministrativo e politico dell'istituzione area metropolitana. Con un ultimo piano open space, assolutamente permeabile, fatto di vetrate che affacciano, appunto, su tutta l'area metropolitana "e con una funzione mista - conclude Barberis -  creativi e politici assieme per ripensare lo sviluppo di un territorio nevralgico per tutta la Toscana".

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