Sicurezza
La sigaretta elettronica entra nei ristoranti
A Prato il clima è favorevole ma si tratta ancora di un fenomeno residuale. «Vediamo cosa accadrà»
PRATO. Il divieto di fumare le sigarette nei locali pubblici è oggi una decisione digerita e che trova concordi anche i fumatori più incalliti. Per quanto riguarda il fumo delle sigarette elettroniche le idee invece non sono chiare. Ad oggi, in attesa di indicazioni diverse, i ristoratori le lasciano tranquillamente accendere ai propri clienti. Anche perché, anche se il fenomeno è in crescita, è ancora marginale e son pochi coloro che durante un pranzo o una cena hanno voglia di dare una “sbuffatina”.
Si fuma “elettronico” in due tra i ristoranti più quotati della città. Al Piranha confermano che la sigaretta è consentita e che sono favorevoli al fatto che venga mantenuta la possibilità di farlo. «Se non dà fastidio che male c’è. Tanto più che fino ad oggi ne abbiamo viste accendere 5-6».
E anche nel ristorante Da Tonio «la possibilità di fumare una sigaretta elettronica c’è» e anche lì sono stati davvero pochi coloro che l’hanno accesa. Umberto Meoni non ha neppure un’idea ben precisa su questo uso in evoluzione ed è in attesa di ulteriori informazioni in merito.
Al ristorante Logli ad oggi non si sono posti il problema perché nel regno pratese della bistecca nessuno si è acceso la sigaretta elettronica al tavolo. «Se accadesse però - spiega Clarissa Bettarini - non sono d’accordo. Non sappiamo ancora con certezza se sono dannose e comunque sono brutte da vedere. Chi vuol fumare per me è opportuno vada fuori».
Al ristorante montemurlese Casa la Querce è necessario capire se infastidisce i tavoli vicini. «Finora non ha dato fastidio e sono sostanzialmente favorevole. Credo che però sia un argomento da approfondire: adesso sono talmente pochi coloro che l’accendono che il problema non esiste». (i.r.)
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