Sicurezza
Il Coni non ha soldi, l’immobile è in vendita
Il presidente provinciale Massimo Taiti: «Chi l’acquista dovrà mantenere la destinazione sportiva»
PRATO. Cercasi acquirente per la palestra “Etruria”, quella che ha allevato astri nascenti della ginnastica italiana tanto da farne stelle olimpiche: l’ultima medaglia, in ordine di tempo, è il bronzo sul petto di Marta Pagnini alle Olimpiadi 2012. Non è la prima né l’ultima palestra che il Coni, anzi il Coni Servizi spa, mette in vendita. E a Prato l'Etruria è sul mercato ormai da qualche anno.
«Anni fa fu venduta una palestra storica del Coni a Sassari - osserva Massimo Taiti, presidente del Coni provinciale -. D’altro canto, strutture come l’Etruria sono anti-economiche. Il Coni chiede 600mila euro per venderla, siamo disposti a scendere anche a 450mila, ben sapendo poi che chi la comprerà dovrà mettere mano al portafoglio per risistemare tutta la palestra. Il Coni, nel caso in cui si presentasse qualche acquirente, darebbe anche la possibilità di accedere al credito sportivo. Tuttavia, chiunque sia l’acquirente, pubblico o privato, dovrà mantenere la destinazione urbanistica a impianto sportivo».
A sentire Taiti, non è mai esistito un contratto di gestione con il Comune, ma solo un accordo tacito che fu preso con il Coni dall’ex assessore diessino allo Sport Adriano Benigni (giunta Mattei). Quindi, di fatto, il gestore diventerebbe oggi la stessa società “Etruria” perché lì ha la sede e tutta l’attività agonistica da mandare avanti.
«Le condizioni della palestra sono sotto gli occhi di tutti ma – tiene a rassicurare Taiti - non ci sono problemi strutturali. D’altro canto, la palestra appartiene al Coni e il Comune non se ne può occupare. Anni fa si parlò di un possibile interessamento della Provincia ad acquistarla. Ma ora, con i bilanci degli enti locali sempre più magri, diventa difficile sostenere investimenti di questo tipo».
Già nel 1997 il Coni spese 1 miliardo e mezzo delle vecchie lire per risistemare tutta la palestra. Ed è stato anche già preventivato che i lavori per il rifacimento del tetto dell’immobile costerebbero allincirca 450mila euro. Una cifra improponibile per il Coni. a quanto pare l’unica speranza è che qualche ente pubblico (ma di questi tempi appare davvero difficile) si accolli l’onere dell’acquisto. E anche l’ipotesi di un interessamento da parte di un privato appare quantomeno remota. (m.l.)
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