Attenzione
Incastrati dalle intercettazioni
L’amarezza della Finanza per il coinvolgimento marginale nell’inchiesta di un maresciallo in forza a Montecatini
PRATO. Avevano pensato di farla franca spostando, nello studio di un commercialista compiacente, la sede delle associazioni sportive che ancora, secondo loro, non erano nel mirino della Finanza e che servivano a orchestrare il giro di fatture finito sotto inchiesta.
E al contempo chiedendo all’amico della Siae di certificare che le scritture contabili erano a posto, in modo da riuscire ad evitare tutti i controlli da parte di altri organi dell’amministrazione finanziaria periferica.
Ma non sapevano che tutta la loro attività era ormai da tempo sotto controllo, con tanto di intercettazioni telefoniche molto significative.
Insomma, a loro carico sono state raccolte una serie di prove che il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pistoia Alessandro Buzzegoli ha ritenuto tali da emettere otto ordinanze di custodia cautelare, sei delle quali per associazione a delinquere.
Gli arresti sono stati eseguiti ieri all’alba, a conclusione di un’indagine che, secondo la procura di Pistoia, ha permesso di sgominare un'associazione capeggiata dall'ex vicesindaco di Monsummano, Giacomo Pasqui, che, attraverso contratti di sponsorizzazione gonfiati ad associazioni ciclistiche dilettantistiche della provincia, avrebbe consentito una frode di quasi 5 milioni di euro con un giro di false fatturazioni.
Gli otto protagonisti dell’inchiesta per i quali sono scattati gli arresti sono tutti accusati di associazione a delinquere e falso in atto pubblico (eccetto Natalini e Saltini) e false fatturazioni.
Ad illustrare i particolari dell’operazione “Sprint Finale” è stato, ieri mattina, il procuratore capo facente funzioni di Pistoia Giuseppe Grieco, assieme al comandante provinciale delle Fiamme Gialle di Pistoia, il colonnello Ciro Natale.
Nell’indagine, coordinata dal pubblico ministero Renzo Dell’Anno, è rimasto coinvolto, accusato di favoreggiamento, anche un maresciallo della stessa Guardia di Finanza, sottoposto alla misura della sospensione dal servizio.
Ingenuamente, per i rapporti di conoscenza che aveva con alcuni degli indagati, avrebbe fornito loro delle consulenze occasionali su come evitare che venissero alla luce dei prelievi ingiustificati fatti dalle casse delle associazioni sportive prima di un previsto controllo da parte della guardia di Finanza.
«Siamo davvero molto rammaricati per il coinvolgimento di questo collega – spiega il colonnello Natale della Guardia di finanza pistoiese – ma siamo nel contempo consapevoli che la Guardia di Finanza ha operato con la massima lealtà e correttezza: per questo è per noi meno amaro l’epilogo di questa operazione che ha visto un nostro maresciallo infedele stare dalla parte sbagliata della barricata».
E parole di elogio e di ringraziamento per le Fiamme gialle le ha avuto anche il procuratore Giuseppe Grieco, che ha sottolineato la sinergia che è scattata tra gli investigatori e il pool di magistrati della procura della Repubblica specializzato in reati finanziari.
«Le indagini sono partite - ha spiegato nel corso della conferenza stampa - dopo una segnalazione giunta alla procura da parte dell’Agenzia delle entrate e sono state quindi portate avanti, con grande impegno, dalla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza di Pistoia e dai loro colleghi del comando provinciale».
Le indagini hanno evidenziato anche come la gran parte delle associazioni ciclistiche coinvolte fossero in realtà attive soltanto sulla carta, in quanto sarebbero state create unicamente per portare avanti la frode.
Queste associazioni non avevano infatti alcun iscritti e non avevano alcun atleta affiliato.
Attorno alla stessa Monsummanese di Giacomo Pasqui gravitavano ben quattro associazioni, di cui una ha cessato l’attività a fine 2010: la Monsummanese ciclistica Asd, la Us Mansummanese ciclismo Asd, l’Unione ciclistica Monsummanese Asd e la Ciclismo Monsummanese Asd.
Altro servizio a pagina 8
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