Sicurezza
Dalle radici di destra alla lista civica
Il primo ingresso in politica fu col Movimento sociale e con orgoglio rivendica l’imbiancatura della sede di via Spadini
POGGIO A CAIANO. Il prossimo 8 giugno compirà sessant'anni, ma Salvatore Pirronello ha ancora la carica e lo spirito di un ventenne. Non è un caso che la sua sia la lista con l'età media più bassa di queste elezioni comunali. Uno dei suoi giovani componenti ci confessa che il candidato sindaco ama ancora scoppiare i petardi a Capodanno. Nato nel 1953 ad Alcara Li Fusi in provincia di Messina, Salvatore è il secondo di tre figli. Ha infatti due sorelle, una più grande e una più piccola. La sua è una famiglia semplice. Il padre Giuseppe è artigiano e in particolare fa scarpe su misura. La madre è casalinga. Nel 1969 tutta la famiglia si trasferisce in Toscana e sceglie Poggio a Caiano come residenza.
Salvatore frequenta l'istituto tecnico professionale Iniasa di Firenze e al termine del percorso di studi diventa elettricista e riparatore radio tv. Un titolo mai usato perché, ancora giovanissimo, Salvatore inizia a lavorare come artigiano nel campo della maglieria e accessori, settore che non abbandonerà mai nonostante i momento di crisi.
Si iscrive a Confartigianato e nel corso degli anni ricopre anche incarichi importanti come quello di presidente di categoria. A metà degli Anni Settanta conosce Graziella Ferrarello che diventerà la compagna della vita. Curioso il luogo dove i due fanno amicizia. «A ballare alla Casa del Popolo di Poggio (circolo Becagli) - racconta Pirronello divertito - all'epoca era l'unico luogo in zona con una pista da ballo e così, tra un boogie boogie e un altro ci siamo messi insieme e ci siamo anche iscritti ad un corso di ballo».
Con Graziella condivide la passione per il volontariato. Insieme fondano l'associazione culturale Area 2000 e si occupano dei progetti Ant. Tifoso dell'Inter, ammette con un pizzico di rassegnazione che il suo unico hobby è il lavoro. L'ingresso in politica avviene con l'Msi.
«Sono stato io a imbiancare la prima sede del circolo in via Spadini» rivendica con orgoglio Pirronello. Poi l'approdo in Alleanza nazionale e l'apertura della sede al Ponte all'Asse. Entra in Consiglio comunale tra i banchi dell'opposizione con la seconda giunta Gelli e viene confermato anche in quest'ultima legislatura sotto Martini. Con una differenza. In quest'ultima esperienza Pirronello si smarca dai partiti e dalla politica ufficiale «perché non mi piacciono gli inciuci e le ingerenze». Porta avanti le sue battaglie da solo, uscendo quasi subito dal gruppo “Noi poggesi uniti per la libertà”, nato da un accordo elettorale per sostenere la candidatura di Giuseppe Conte. «Avevo fatto un passo indietro per l'unita del centrodestra - spiega Salvatore Pirronello - ma l'accordo non è andato a buon fine per scelte che non condividevo».
E così mese dopo mese è nato il progetto civico "l'Italia che vorrei', tradotto per queste comunali in 'Il Poggio che vorrei". .
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