Il dolore
La mia prima volta? Presi 5 preferenze
Il sindaco ricorda la passione del padre per la politica e un percorso cominciato con pochi voti e un pizzico di fortuna
POGGIO A CAIANO. Essere diventato il sindaco di Poggio a Caiano per Marco Martini è stato un semplice caso o un destino già scritto? A giudicare dalla sua storia la seconda opzione è quella più probabile. Nato a Peretola nel 1952, Martini ha due fratelli. La sua è una famiglia umile. «Vivevamo in casa con i nonni e non avevamo neanche il frigorifero», ricorda il primo cittadino uscente. Il padre, Mario, lavora come impiegato al Giornale del Mattino e poi alla Rai. La madre è casalinga. Entrambi trasmetteranno ai figli l'importanza di mettersi a disposizione degli altri. La mamma infatti, è impegnata in parrocchia, il padre in politica. Ed è qui che le storie di Peretola e Poggio si intrecciano magicamente fino a diventare tutt'uno. Mario Martini è membro della segreteria provinciale della Dc fiorentina. Appartiene al gruppo di La Pira. All'epoca Poggio era ancora sotto Firenze ed era amministrata dalla Dc. Così Martini senior si recava periodicamente nel comune mediceo per incontrare il sindaco, Sergio Pezzati. «Avrò avuto 15 anni - racconta Martini - Poggio mi piaceva moltissimo per cui volevo sempre accompagnare il babbo e mentre lui sbrigava le sue cose io giocavo nei giardini della Villa». Poi il destino ci mette lo zampino. Martini conosce Paola, che nel 1983 diventerà sua moglie, grazie ad una collaborazione tra il teatro parrocchiale di Peretola, dove Martini si occupa dell'organizzazione, e il gruppo teatrale di Tavola, quartiere a sud di Prato di cui faceva parte Paola. Dopo le nozze, la coppia vive per qualche anno a Cafaggio, poi nel 1989 il trasloco a Poggetto. La passione per la politica prende forma alla fine degli anni Settanta quando Martini diventa consigliere al Quartiere 6. Nel 1993 viene chiamato da amici nella lista civica di Piero Cambi. «Presi 5 preferenze, non mi conosceva nessuno - ricorda Martini - ma grazie ai posti liberati da chi venne chiamato a fare l'assessore, entrai in Consiglio e per uno strano gioco delle parti fui nominato capogruppo di maggioranza». Il resto è storia recente. Prima segretario della Margherita, poi vicesindaco della seconda giunta Gelli. Infine l'elezione a sindaco nella primavera del 2008. Ma Martini non è un politico di professione, anzi. Poco dopo i vent'anni fa della sua passione per l'informatica il lavoro della vita. Un settore all'epoca tutto da scoprire e in cui Martini eccelle tanto da far carriera e raggiungere i vertici di un'importante azienda. Un impegno forte che non lascia neanche quando viene eletto sindaco e che purtroppo gli impedisce di dare la tesi di laurea in ingegneria informatica. «Avevo dato 28 esami - racconta Martini - ma poi cominciai a lavorare e il tempo per fare altro non esisteva più. Me ne rammarico non tanto per me che alla fine ho raggiunto tutti i traguardi che mi ero posto, ma per mio padre». Tifoso sfegatato della Fiorentina di cui il fratello sacerdote è stato cappellano, Martini ama tutti gli sport e fino a pochi anni fa praticava anche il ciclismo. Al liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze era nella squadra di pallamano, disciplina nuova per l'epoca.
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