Gioco
Il capogruppo Pd in Provincia, suona la carica: “O si cambia o si riperde il sindaco”
Emiliano Citarella entra a gamba tesa nel dibatto su partito e rinnovamento. Nega ci sia uno scontro generazionale: “La crisi è poltico-culturale”, chiede subito il congresso sul territorio e tira le orecchie a #OccupyPd
PRATO. Sull'assemblea Pd dice: "Bisognava farla. Ma dimentichiamoci che il problema da risolvere siamo i cosiddetti 101 traditori del partito, il problema vero è che abbiamo perso le lezioni e non ce lo siamo detto. E anche noi a Prato abbiamo fatto finta che non sia poi andata così male, ma abbiamo sbagliato". Emiliano Citarella, capogruppo Pd in Provincia, una propensione politica che va da Renzi e Barca "perché il primo mi piace per come fa la politica, il secondo per come declina i temi", entra a gamba tesa sulla discussione che imperversa tra giovani e vecchi militanti democratici ma anche sul futuro del partito. E ne ha per tutti.
A partire da dall'assessore Alessio Beltrame che ha lanciato l'appello affinchè le nuove generazioni del Pd si riapproprino del futuro del partito. "Parlare di scontro generazionale ha poco senso - dice Citarella - la crisi che stiamo attraversando è più profonda, è politico-culturale non generazionale". Una tirata d'orecchie parte per il gruppo dirigente del partito "e mi ci metto anche io - afferma - che ha bisogno di ripensarsi con serietà e prima si va a un congresso e meglio è". Anche #OccupiPd lo lascia perplesso: "Ex bersaniani di ferro fino a un mese fa che ora chiedono a gran voce il rinnovamento non so che appeal possano avere. Ma il problema non è quello di protestare con gli striscioni, il problema è prendere gli schiaffi n, come stiamo facendo, nei territori che una volta ci appoggiavano".
Sta tutto lì per Citarella, il problema, che declin quattro argomenti dai quali partire per affrontare un progetto di rinnovamento: "Si tratta di quattro punti essenziali: l'impoverimento di Prato, la sua deindustrializzazione, la dispersione scolastica e il fatto che per la prima volta Prato non attrae più giovani di talento ma li respinge. Sono quattro dati di fatto che mi fanno dire che stiamo attraversando una fase storica che se non blocchiamo rischia di farci perdere in maniera definitiva l'identà". Problemi inediti per Prato, secondo il capogruppo Pd, "e che devono essere affrontati subito. Non bisogna concentrarsi su chi farà il segretario ma su quali sono i problemi veri della città".
Dei quali bisogna farsi carico subito - per Citarella - e con tre modalità: "Facendo argine alla disgregazione del manifatturiero per rilanciarlo perché se manca la produzione, manca Prato; attraverso l'innovazione - prosegue - ma facendo un passo avanti anche rispetto al progetto di SmartCity . L'obiettivo è quello di riattrarre i talenti. Ho degli amici bravissimi che sono andati in Germania altri che lavorano i Inghilterra. Non va bene. Noi abbiamo già sul territorio imprese innovative all'avanguardia, ed è a loro che dobbiamo dedicare sforzo attenzione". L'ultimo punto riguarda la cultura: "Senza la quale ogni progetto cade, bisogna difendere il Metastasio, il Pecci, la Camerata strumentale anche sforzandosi di trovare forme inedite per coinvolgere i capitali privati".
C'è un quanto punto, squisitamente politico, ma imprescindibile, secondo Citarella : "Per vincere questa sfida è necessario che Prato ricostruisca il centro sinistra perchè il Pd da solo non ce la può fare. Mi riferisco a uno schieramento che dialoghi e lavori assieme e che vada da Sel ai “montiani” fino all'Udc se vorrà partecipare. Le cose da fare sono molte e difficile - aggiunge - è impensabile metterle in cantiere senza una condivisione forte del centro. Ma non mi pare che qualcuno ci stia lavorando su questo fronte".
Non solo, la forte aggregazione di centro-sinistra servirebbe, secondo Citarella, per mettere in sicurezza il risultato elettorale delle amministrative dell'anno prossimo. "Il centrodestra non sta fermo - continua - e pur lavorando su temi legati ad un aspetto nostalgico della città, ha seguito. Poi ci sono i grillini che per una buona fetta sono nostri ex simpatizzanti delusi che non trovano ancora il motivo per tornare a casa. Se si continua così- conclude Citarella - il rischio è di perdere nuovamente il sindaco”.
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