Il Tirreno

Prato

Sottopasso di via Ciulli, la Ovest incarica un ingegnere di fare una perizia

Sottopasso di via Ciulli, la Ovest incarica un ingegnere di fare una perizia

Mosca e Faltoni vogliono capire se il sottopasso può essere riaperto. «Non siamo d’accordo col sindaco. La cittadinanza ha bisogno di quel passaggio e questo non c’entra niente con le indagini»

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PRATO. Dopo la manifestazione Sottopasso Day e a seguito di una raccolta di oltre 4.000 firme per dire "riapriamo il sottopasso chiuso da oltre due anni e mezzo", il sindaco Cenni ha risposto nuovamente di no alla riapertura del sottopasso. A ribadirlo sono il presidente della Ovest Mosca e la presidente della commissione urbanistica sempre della Ovest Faltoni.

«Ci hanno riferito - commentano i due amministrazioni - che il sottopasso presenta un difetto strutturale e che evidentemente non doveva essere realizzato in quel punto. Prescindendo quindi dagli esiti processuali, per riaprire il sottopasso come previsto dalla Procura della Repubblica (che autorizzava il Comune ad effettuare lavori di messa in sicurezza) il sindaco ha risposto che se il sottopasso venisse riaperto sarebbe un’esplicita assunzione di responsabilità, insomma sarebbe un’ammissione di tardività nell'intervento. Inoltre ci potrebbero essere pesanti ripercussioni in sede civile, insomma un risarcimento dei danni».

«E’ per queste ragioni che l'amministrazione comunale non intende aprire il sottopasso di via Ciulli; sicuramente gli oltre 4.000 cittadini firmatari della petizione non sono soddisfatti di quanto dichiarato, come certamente non lo siamo noi, in quanto la questione rimane sospesa e non si intravede, neanche nell'immediato futuro - visti i tempi della giustizia - la possibilità di riapertura».«Dopo un attenta valutazione - concludono i due amministratori - abbiamo ritenuto di non essere affatto d'accordo, perché mettere in sicurezza il sottopasso per riaprilo è una risposta concreta alle legittime richieste della cittadinanza e sicuramente non potranno esserci ripercussioni sulla tardività dell'intervento, poiché il Comune interverrebbe su una forte sollecitazione popolare di un'intera comunità che sta soccombendo sotto questo disagio. Per quanto riguarda il danno economico, se ci dovesse essere, saranno le assicurazioni a mettere mano al portafoglio e non le casse comunali».

Concludono Mosca e Faltoni. «Avevamo chiesto proprio al sindaco Cenni di dare mandato ad una terza persona, ad un ingegnere, di redigere una perizia per rispondere a una domanda fondamentale: il sottopasso era pericoloso? presenta fin dalla sua progettazione e costruzione difetti strutturali?, oppure si può riaprire? Domande legittime alle quali si possa dare una risposta e tempi certi sulla riapertura, visto che i cittadini e le aziende di via Dosso Faiti stanno subendo un forte disagio». «A seguito di un incontro con la Presidente della Commissione Urbanistica della Circoscrizione Monia Faltoni e con Oliviero Giorgi Presidente di Narnalinsieme, non avendo ricevuto nessun impegno dal Sindaco Cenni in merito a questa richiesta, abbiamo deciso di dare mandato ad un professionista per redigere una relazione che presenteremo alla cittadinanza attraverso un'assemblea pubblica».

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di Redazione web