Attenzione
Protesi d’anca difettose, cinque dirigenti della DePuy indagati
Sono accusati di frode in commercio e commercializzazione di prodotti dannosi per la salute. 355 i pazienti pratesi coinvolti
PRATO. Lo scandalo delle protesi d'anca difettose e tossiche che tanti problemi e preoccupazioni ha causato a 355 pazienti della provincia di Prato (326 dei quali operati al Misericordia e Dolce, 29 alla casa di cura Villa Fiorita) finirà in tribunale. La procura di Torino ha infatti aperto un fascicolo su due modelli commercializzati dalla DePuy in Italia e prodotti dalla Johnson&Johnson, che, secondo i dati raccolti, hanno avuto problemi di funzionamento e/o di tracce di metalli rilasciate nel sangue. Cinque amministratori delegati della DePuy Italia, che si sono avvicendati negli anni ai vertici della società, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di frode in commercio e commercializzazione di prodotti dannosi per la salute.
I dati raccolti al momento dall'azienda produttrice evidenziano 12-13% di necessità di sostituzione delle protesi già impiantate. Ma solo in Italia, tra il 2003 e il 2010, periodo preso in esame dal pm Raffaele Guariniello, almeno 1.500 dei 4.800 pazienti che le hanno avute impiantate si sono dovuti sottoporre a un intervento di sostituzione. I carabinieri del Nas di Torino e di Roma stanno setacciando a tappeto tutti gli ospedali d'Italia per censire i casi e verificare che tutte le protesi sotto inchiesta siano state ritirate dal commercio.
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