Finanza
Niente rifiuti nelle ex cave
Macia e Pizzidimonte: accolte le osservazioni al nuovo piano strutturale presentate da “Paesaggi”
PRATO. Il pericolo di vedere trasformare le ex cava di Macia e di Pizzidimonte in discariche o siti di lavorazioni inquinanti sembra al momento scongiurato. Gli abitanti della Querce che si erano mobilitati raccogliendo migliaia di firme possono tirare un sospiro di sollievo. L’associazione culturale Paesaggi, che da tempo si sta battendo contro il progetto di riapertura delle ex cave, ha ottenuto infatti risposte positive da parte del Comune di Prato. Molte osservazioni al nuovo piano struturale del Comune di Prato sono state accolte. L’osservazione, curata sotto il profilo legale dallo studio Briganti-Sarti-Piccioli, è stata dichiarata accoglibile in sede di controdeduzioni da parte del Comune di Prato.
Per quanto riguarda la Cava di Pizzidimonte è stata evidenziata la sua elevate pericolosità geomorfologica e la circostanza che questa non fosse assoggettata ad uno specifico progetto di recupero. Il Comune di Prato ha pertanto disposto l’implementazione dell’art.78 del Piano strutturale in accoglimento di quanto proposto dall’associazione. «In sostanza la nostra associazione - spiegano i promotori dell’iniziativa - ha evidenziato come l’ultima propaggine della Calvana verso Calenzano, mostri i segni di rilevanti manomissioni antropiche. L’area ricade in zona ad alta pericolosità morfologica ed è interessata da vincolo paesaggistico. Con l’accoglimento dell’osservazione dovrà pertanto essere definita in modo più preciso la strategia pensata per il recupero paesaggistico-ambientale di tali territori che necessitano di bonifica e messa in sicurezza ai fini della ricostituzione dell’equilibrio paesaggistico, della sicurezza dei sistemi abitativi limitrofi e del reinserimento nell’ambiente naturale scongiurando il pericolo di trasformazione in discariche o in siti per lavorazioni inquinanti». In sostanza, viene osservato, ogni tentativo di trasformare le ex cave in discariche o in siit di lavorazioni inquinanti dovrà scontrarsi con la nuova formulazione delle norme del nuovo Piano strutturale come richiesto dall’associazione.
«Inoltre - prosegue l’associazione culturale “Paesaggi” - è stato ottenuto anche un ulteriore importante obiettivo in quanto sempre in accoglimento delle osservazioni presentate, anche l’area su cui ricade la cava di Macia, verrà inserita nell’Anpil (Area protetta di intere locale) della Calvana. Conseguentemente ogni eventuale intervento sull’area dovrà essere preventivamente valutato ai fini di compatibilità ambientale secondo i rigidi vincoli dell’area protetta in questione». L’associazione canta vittoria, dunque. «Il successo ottenuto con l’accoglimento delle osservazioni dovrebbe costituire motivo di serenità per quelle migliaia di cittadini che, nei mesi scorsi, si erano giustamente preoccupati dei progetti che prevedevano l’inserimento nell’area di impianti di recupero rifiuti che niente avevano a che vedere con un serio intervento di bonifica ambientale e che invece avrebbero costituito motivo di serie preoccupazioni sia per l’ambiente sia per vivibilità dell’area da parte della numerosa popolazione presente nella zona». (g.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
