Gioco
Tre gatti avvelenati rabbia tra gli abitanti in via del Borgo
E’ allarme a Vernio: i casi sono stati tutti denunciati «Un anno fa tornavano coi segni dei lacci. Ora il veleno»
VERNIO. Non c'è pace per i gatti della Val di Bisenzio. Martedì mattina Alberto Bessi ha trovato il suo micio morto davanti alla porta di casa in via del Borgo a Vernio, ad ucciderlo un dose di veleno. «Il nostro gatto - racconta – era abituato a stare in casa, usciva pochissimo e al massimo restava davanti l'uscio di casa».
Proprio sulla soglia Alberto ha trovato il gatto agonizzante martedì mattina. «Esco sempre verso le 7 – continua – e a quell'ora veniva sempre a darmi il buongiorno, quella mattina non si è presentato al nostro appuntamento quotidiano, quando ho aperto la porta l'ho visto, ma ormai non c'era più niente da fare. Sicuramente farò denuncia».
Purtroppo il gatto di Alberto non è l'unico nella zona ad essere stato ucciso: uno manca da casa da diversi mesi e quindi si teme il peggio, l'altro è stato ammazzato sempre con la stessa tecnica, qualche settimana fa. Gli abitanti della via sono sconcertati. «Io non ho gatti – spiega una signora – ma avevo un cane che mi è stato avvelenato, da allora non ho più voluto animali, mi è rimasta la paura che potessero uccidermeli». La strada è piccola e ben tenuta, tutti si conoscono, in molti hanno animali domestici, c'è anche una gattara che accoglie in casa sua mici e cani. Apparentemente potrebbe sembrare il paradiso, ma in realtà è un inferno: un anno fa molti gatti tornavano a casa con gli inequivocabili segni di tagliola sulle zampe.
«Ho un cane – spiega un abitante – che però non porto più fuori perchè qualche mese fa ne hanno avvelenati un paio. La notte per sicurezza lo porto in casa, dove può comunque fare la guardia». Tra le ipotesi che gli abitanti fanno anche quella di una banda di ladri che lascia polpette avvelenate in modo che i cani le mangino e non difendano più le loro abitazioni. Del resto intorno alla strada sono tutti campi e boschi, un luogo perfetto dove poter nascondere polpette avvelenate. «Manca un' area di sgambatura – spiega il proprietario di un cane – quindi lo porto nei campi, ma bisogna avere quattro occhi non due».
In un paese in aperta campagna è normale avere dei gatti che potrebbero vivere in piena libertà; lo spazio non manca. “Eppure – spiega Emma – sembra che a qualcuno diano noia, non riesco a capire chi possa essere; tutti gli animali sono tenuti benissimo, inoltre ci sono tante persone anziane che hanno preso un micio per compagnia, gli si sono affezionati e privarli di questo amico è sicuramente una crudeltà verso l'uomo e anche l'animale».Nel bar del paese ci si domanda cosa stia accadendo; un mese fa un gatto è stato impallinato, ora tre sono stati avvelenati, i padroni degli animali sono molto preoccupati e stanno cercando una soluzione per fare fronte a questa emergenza. «Intanto – spiega Alberto Bessi – ho fatto la segnalazione alla polizia provinciale, mi auguro che si arrivi a individuare il colpevole di questo crimine, come è avvenuto per l'uomo denunciato a Carmignanello».
Alessandra Agrati
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