Il Tirreno

Prato

Sequestrati due capannoni fantasma a Chiesanuova

Sequestrati due capannoni fantasma a Chiesanuova

Prato, accessi sbarrati e un passaggio nascosto per passare da un laboratorio clandestino a un’abitazione di fortuna. Sequestrati 64 macchinari

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PRATO. La polizia municipale, insieme agli ispettori del lavoro, ha ispezionato e sequestrato due fondi che facevano parte di un complesso artigianale a Chiesanuova. Entrambi gli immobili di proprietà di un pratese erano usati da imprenditori di nazionalità cinese e dall'esterno risultavano inaccessibili per la presenza di lucchetti ai portoni. I vigili sono entrati da un altro accesso hanno trovato il capannone deserto nonostante la presenza di macchine accese e merce in lavorazione, e nessuno neppure nella porzione a primo piano indebitamente adibita ad uso abitativo. Un passaggio sul lastrico solare ha però consentito di individuare un'apertura sul tetto che portava a un magazzino confinante, già precedentemente sequestrato e quindi inutilizzato, dove dodici operai insieme al titolare della ditta si erano. E' stata sospesa l'attività e sono stati sequestrati sia l'immobile che i macchinari.

La Polizia municipale inoltre, per completare gli accertamenti sugli immobili, ha ispezionato l'intero lastrico solare degli immobili e ha trovato un passaggio, tramite un abbaino, al capannone confinante che, dall'esterno appariva chiuso da pesanti lucchetti, scoprendo che all'interno dei ripostigli al piano primo, indebitamente utilizzati come abitazione da parte del titolare e dei dipendenti, erano presenti 11 persone, chiuse all'interno del fondo senza possibilità di uscire sulla strada. Le chiavi dei lucchetti erano nelle mani titolare della ditta che è arrivato solo successivamente. Anche in questo caso il capannone è stato sequestrato così come i macchinari, sospesa anche l'attività imprenditoriale per irregolarità sulle norme sociali del lavoro.

"L'intervento di ieri è una conferma di quanto più volte supposto - afferma l'assessore Aldo Milone -, cioè che all'interno di questi capannoni ci fossero uomini e donne costretti a lavorare quasi in una sorta di "sequestro di persona". Quanto accaduto deve farci tenere le antenne ben dritte perché non è da escludere che situazioni simili si possano ripetere anche in altre confezioni ".

Fermate complessivamente 64 macchine molte delle quali non a norma, rimosse 6 bombole di gpl da 15 kg. l'una per la messa in sicurezza e elevate sanzioni per circa 8mila euro.

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