Il dolore
Occupy Pd: il 19 maggio raduno nazionale
L’iniziativa pratese, che sarà ospitata dallo spazio Compost, guarda al Pd post-bersaniano
PRATO. La loro contrarietà alle larghe intese è proverbiale. Nei giorni di passione dell'impallinamento di Franco Marini e di Romano Prodi per la presidenza della Repubblica da Prato fecero partire una campagna nazionale di occupazioni simboliche delle sedi provinciali del Partito Democratico contro ogni “inciucio” sulla presidenza della repubblica e sul governo col Pdl. Ora che si è materializzato col duo Letta-Alfano, OccupyPd torna all'azione dandosi appuntamento per domenica 19 dalle ore 14 allo spazio Compost con un compito ancor più ambizioso: far partire dal basso un fermento per ricostruire l'identità del Pd. «Nei nostri gruppi abbiamo simpatizzanti di Renzi, di Civati e di tutte le altre anime del partito – spiega Lorenzo Rocchi, dirigente regionale dei Gd e capofila di OccupyPd –. Abbiamo come collante l'alternativa al centrodestra e vorremmo che il governo di grande coalizione durasse un anno e mezzo al massimo per cambiare la legge elettorale, fare le riforme istituzionali e scongiurare l'aumento dell'Iva». Per incidere e dare tecnicamente la svolta Rocchi vorrebbe un congresso subito partendo dal livello locale: «Facciamo come negli altri partiti in Europa. Prima si rinnovano gli organismi provinciali eppoi si vota il segretario nazionale». Sul cabotaggio dell'operazione, che riunirà gruppi dalla Lombardia alla Sicilia, Rocchi mette subito un paletto per svelare l'intento trasversale dell'evento: «Non diventeremo una mozione congressuale, perché a ciascun partecipante vogliamo lasciare la massima libertà nel compiere le sue scelte politiche. Pensiamo al nuovo, al Pd post-bersaniano».
Ciò nonostante la prossima settimana si discuterà sul metodo del congresso. (c.p.)
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