Sicurezza
La palestra di via Roma è al limite del collasso
La struttura è fatiscente ma continua ad ospitare corsi di pugilato, di judo di minibasket ed anche gli alunni dell’istituto Marconi per l’educazione fisica
PRATO. L’intonaco del soffitto è parzialmente crollato e si vede il rosso dei foratoni. L’umidità e la muffa circondano tutto il perimetro dell’immobile. In alto, le finestre e gli infissi non sono tutti ben allineati e danno la sensazione che d’inverno entri il freddo e d’estate il caldo. I termosifoni sono scrostati, i bagni hanno i rivestimenti semistaccati e l’impianto docce è quello di trent’anni fa.
Se la commissione di tecnici e specialisti inviata da Bruxelles per visionare gli impianti sportivi presenti in città per valutare la candidatura di Prato quale Città Europea dello Sport per il 2014, fosse passata dalla palestra di via Roma, il giudizio del presidente di Aces Europe, Gian Francesco Lupatelli, sarebbe stato molto diverso rispetto a quello di soddisfazione dichiarato dopo aver visto il Golf Club Le Pavoniere, lo Sporting Club (entrambe le strutture sono private), la cittadella dello sport di Iolo (anche questa parzialmente privata), la piscina di via Roma e l’EstraForum (questi ultimi due pubblici). La palestra di via Roma, nonostante le condizioni di estrema precarietà, è super attiva. Di mattina è frequentata dagli studenti dell’istituto professionale Marconi che è priva di palestra, di pomeriggio si alternano la società di Arti Marziali Etruria, la Pugilistica Pratese e il Centro giovanile di formazione sportiva che ci tiene dei corsi di minibasket. Nessuno ha interesse a denunciare la situazione perché il rischio, concreto, è che la palestra venga chiusa e le società si trovino senza una struttura dove poter svolgere la propria attività. Ma vale di più la sicurezza degli atleti, degli istruttori e dei dirigenti, o l’attività sportiva che viene svolta?
«La Pugilistica Pratese si è trasferita in quella struttura perché era diventata inagibile la vecchia palestra dell’Etruria. Doveva essere un trasferimento temporaneo ma ormai sono passati già diversi anni e nessuno più parla di un eventuale ritorno nella palestra precedente visto che lì i lavori non sono stati mai fatti per ristrutturarla». A parlare è Marco Bini che ha allenato il professionista Francesco Di Fiore di nuovo in corsa per il titolo italiano superwelter. «Le condizioni della palestra di via Roma sono disastrose – continua Bini – Noi come Pugilistica Pratese, visto che fra i nostri tesserati ci sono diversi che lavorano in imprese edili, ci siamo proposti per fare i lavori di ristrutturazione anche gratis o scalando il costo dei lavori dall’affitto che paghiamo, ma ci hanno risposto sempre che non si poteva fare».
«In quell’impianto, al secondo piano seminterrato sono sportivamente nati i migliori judoka pratesi – dice con una certa nostalgia il campione Master, Giuseppe Macrì – E’ un impianto che a suo tempo era all’avanguardia: quattro piani (due seminterrati, un piano terra e un primo piano) tutti destinati all’attività sportiva. A piano terra ci abbiamo organizzato anche un paio di prove di campionati italiani di judo, col montaggio anche di tribune per il pubblico, cose impensabili oggi. Che io sappia, al primo piano ci fanno educazione fisica le scuole e attività il judo perché il soffitto non è molto alto. Il piano terra viene utilizzato per i corsi di minibasket del Cgfs e per le partite di volley degli studenti. E poi ci sono i pugili che fanno la loro attività. I due piani sotterranei, uno è destinato a deposito delle attrezzature sportive del Comune e il secondo credo che sia stato dichiarato inagibile e quindi chiuso ad ogni attività». E sul piano dell’amarcord interviene anche Fabrizio Massai della Federbasket. «E’ la palestra più antica dell’epoca moderna. E’ stata costruita alla fine degli anni Sessanta, primi anni Settanta, che io ricordi – dice Massai - Ed è lì che la pallacanestro ha potuto fare le sue prime partite al coperto».
Un ricordo più recente e di certo non positivo è quello della responsabile dell’Ufficio educazione fisica dell’Usp, Betti Faggi, «Ci sono stata un paio di anni fa per una manifestazione scolastica - dice la dirigente - E l’impressione che ebbi non fu affatto piacevole. Poi non ci sono più tornata e no so in che condizioni sia». L’assessore allo Sport, Matteo Grazzini, conosce bene il problema ma afferma che su quell’impianto «al momento non c’è alcun progetto da parte dell’Amministrazione comunale».
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