La manifestazione
Formazione e mercato del lavoro
Proseguono gli incontri della Provincia dedicati alla ricerca di nuove strategie
PRATO. Profili trasversali, con competenze spendibili su tutta la filiera, che abbiano conoscenze approfondite del prodotto, ma anche di tipo manageriale. Questo è l’identikit della figura professionale che il mercato del lavoro pratese richiede in base ai risultati di un’indagine ancora in corso sulle trasformazioni del lavoro e i nuovi bisogni occupazionali del settore tessile tracciata dall’area Welfare to work di Italia Lavoro (agenzia del ministero Welfare). «Conoscere qual è il fabbisogno professionale che il mercato richiede consente di pianificare meglio una programmazione e di fornire ai lavoratori gli strumenti adeguati per trovare un’occupazione e ricollocarsi nel mondo del lavoro», ha detto Angelo Irano. Il responsabile dell’area Welfare to work è intervenuto alla seconda giornata di “Dire fare sapere”,gli Stati generali della Formazione a Prato. Al centro dell’appuntamento di ieri, il tema delle trasformazioni del lavoro: il lavoro rubato, il lavoro che resta, il lavoro che si innova; ha partecipato anche il consulente Upi, Romano Benini. Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 maggio con “Leggere i bisogni, organizzare il sapere. L’apprendimento durante tutto l’arco della vita”, nell’ambito del quale interverrà Fiorella Farinelli, esperta di formazione e didattica; mentre il 15 maggio si parlerà di “Perché fare formazione. Le ragioni e l’organizzazione degli attori” con il presidente dell'Iris Massimo Bressan. All’incontro conclusivo, il 31 maggio, ci sarà l'assessore regionale Simoncini. «L’idea è quella dar vita a una piattaforma per la formazione – ha detto Ambra Giorgi, vicepresidente della Provincia di Prato - un patto di governance per le politiche attive del lavoro, in cui le istituzioni cooperino con le parti sociali e gli esperti della formazione per migliorare il rapporto tra investimenti di risorse e risultati in termini occupazionali». (ba.bu.)
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