Il Tirreno

Prato

Senza paga da 3 mesi Alla Teknofloor scatta lo sciopero

Senza paga da 3 mesi Alla Teknofloor scatta lo sciopero

I ventiquattro dipendenti non riscuotono da febbraio Un operaio: «Il lavoro c’è, manca però il materiale»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Ancora lavoratori in sciopero per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati: stavolta tocca ai 24 dipendenti della Teknofloor di via Gagarin, che non riscuotono da febbraio. «La situazione è un po' particolare - ha dichiarato Anna Rosa Stefani della Filctem CGIL - in quanto la vecchia azienda (chiamata Teknofloor srl) è fallita, e gli attuali soci l'hanno rilevata con un contratto d'affitto, pensando di acquistarla in seguito. Da dicembre la situazione è però precipitata, nonostante gli incontri quasi quotidiani con i sindacati e la Rsu nei quali l'azienda prometteva che le cose sarebbero migliorate a breve». I lavoratori hanno fatto un primo sciopero ad aprile di due giorni, ottenendo il pagamento di un acconto dello stipendio di febbraio: ma il resto della paga non è più arrivato, nonostante l'azienda avesse promesso di saldare ciò che restava lunedì 6 maggio. Per questo, i lavoratori sono in sciopero dal 7 maggio, e hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dell'azienda ieri pomeriggio. «Al secondo giorno di sciopero - racconta Lorenzo Mastromartino, rappresentante Rsu - l'azienda ci ha inviato un'e-mail per dirci che la colpa della situazione è anche nostra, in quanto se non lavoriamo non produciamo e non si possono ottenere i soldi. Dopo due mesi e mezzo che lavoriamo gratis ci sembra una presa in giro». L'azienda si occupa della realizzazione di pavimenti sopraelevati: si è occupata di installare quello della biblioteca Lazzerini di Prato, della stazione Tiburtina a Roma, degli stabilimenti di Gucci, Ferragamo e altri ancora. «Il lavoro ci sarebbe - continua Leonardo Mastromartino - anche se abbiano problemi ad acquistare i materiali e le materie prime. Fino a che i fornitori ci facevano credito siamo andati avanti». Quello che più pesa ai lavoratori della Teknofloor è il fatto di non avere risposte sicure da parte dei vertici aziendali, che hanno sempre tergiversato sui veri problemi della ditta. «Chiediamo un tavolo immediato con l'azienda - continua Anna Rosa Stefani - durante il quale ci venga raccontata la verità, che sia dimostrabile e comprovata dai fatti. I lavoratori sono disposti a rientrare a lavorare anche subito, se l'azienda li convoca per un confronto».

Stella Mattioli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa