Sicurezza
Più flessibilità nell’apprendistato
Crestini: «Le novità introdotte con la legge Fornero non sono servite né alle imprese, né ai giovani a trovare lavoro»
PRATO. «Per favorire l’occupazione giovanile serve un apprendistato più flessibile, con minori vincoli per l’imprenditore».
Stefano Crestini, dirigente di Confartigianato Imprese Prato e imprenditore edile, insiste sulla necessità di rilanciare il contratto di apprendistato come strumento chiave per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. «Si tratta dello strumento d’accesso più antico che ci sia – dice – permette a un giovane di avvicinarsi a un mestiere e di acquisire quel bagaglio di competenze utile per ricollocarsi o addirittura intraprendere un’attività in proprio. Affinché ciò sia possibile, la sua funzionalità dev’essere reciproca: da una parte, strumento interessante per i più giovani che devono imparare, dall’altra, però, non deve gravare troppo sull’impresa che sostiene già un costo dovendo affiancare all’apprendista personale qualificato che sottrae al proprio lavoro». A seguito della riforma Fornero, il contratto di apprendistato ha subìto delle modifiche che, secondo gli imprenditori, penalizzerebbero le imprese e di conseguenza l’occupazione. «La riforma Fornero ha introdotto nuovi obblighi come quello che impone all’impresa di stabilizzare il 30% degli apprendisti assunti, cui si aggiungono gli oneri contributivi – dichiara Crestini – con il risultato che molti giovani restano al palo e l’occupazione giovanile in stallo. La tipologia d’apprendistato riformata dall’ex ministro del Lavoro non ha dato i risultati sperati: doveva portare nuove assunzioni, invece, il tasso d’occupazione è rimasto tendenzialmente vicino allo zero. E’ necessario rilanciare quanto prima questa forma contrattuale che ha consentito di formare generazioni di lavoratori – continua - ma è stata anche la palestra per migliaia di giovani che hanno creato a loro volta un’impresa: basti pensare a quante officine meccaniche del territorio sono nate da apprendisti». E aggiunge: «Sarebbe utile individuare una formula di contratto di apprendistato limitato al periodo scolastico – è la proposta di Crestini – che consenta ai giovanissimi, per esempio attraverso il rilascio di voucher, di entrare in azienda per imparare un mestiere senza dover ricorrere al lavoro nero». Intanto, alla luce degli impegni contenuti nelle dichiarazioni programmatiche del presidente del consiglio Enrico Letta in materia di lavoro e in particolare di apprendistato, il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti lancia un nuovo appello alle istituzioni: «Serve uno sforzo straordinario per eliminare costi e vincoli che imprigionano il mercato del lavoro. Soprattutto in tempi di crisi, è indispensabile abbattere il costo del lavoro, a cominciare proprio dall’apprendistato e dai contratti a termine, ridurre e semplificare le leggi sul lavoro, affidando alla contrattazione collettiva il compito di disciplinare il dettaglio dei rapporti di lavoro. Con la disoccupazione giovanile che sta veleggiando al 40%, dobbiamo incrementare le occasioni di lavoro, non ridurle».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
