Sicurezza
Paradiso, chiamato asino, replica allo scrittore Veronesi
Intanto il consigliere comunale di Lega Toscana commette un’altra gaffe sul ministro dell’Integrazione Kyenge
PRATO. Emilio Paradiso, consigliere della Lega Toscana in consiglio comunale, continua a far discutere sui social. Dopo aver usato l’appellativo “nero di seppia” per il ministro dell’Integrazione Kyenge, si è lasciato andare alla definizione “ministro di colore”, in riferimento alla questione dello ius soli, suscitando nuovi commenti poco benevoli nei suoi confronti. Paradiso ha poi risposto sulla sua pagina Facebook allo scrittore Sandro Veronesi che gli aveva dato dell’”asino”.
«Il mio primo istinto - scrive Paradiso su Facebook - sarebbe stato di rispondergli con gli stessi toni usati (pur sbagliati) nei miei post "incriminati", ma pur essendo, a suo avviso, un rozzo leghista, ignorante, razzista, barbaro, e soprattutto "asino", non voglio scendere al suo livello di offese, pardon, nel "suo" caso meglio dire: salire al suo livello, ora si usa così. Le sembrerà strano Veronesi, ma le risponderò invece in maniera educata e garbata, a volte siamo in grado di farlo anche noi leghisti barbari. Vede Veronesi, lei che appartiene a un Dio Maggiore poteva risparmiarsi di scendere al nostro livello e darci di asini pubblicamente, anche questi simpatici animali meritano rispetto, lo so Veronesi, non saranno intelligenti come Lei, ma come noi, sono dei gran lavoratori.....cosa che molti suoi politici di riferimento non sono».
«Tornando invece alle sue "delicate" affermazioni che ho appreso su Il Tirreno, a differenza sua e non conoscendola personalmente, mai mi sarei permesso di offenderla chiamandola con dei titoli.......di coda, (in questo caso si può dire), cosa che invece ha fatto Lei ed un suo illustre collega, anche lui "figlio" di un Dio Maggiore, certo Fo Dario, che impunemente si è permesso di usare offese di "bassa lega" nei confronti della "bassa" statura un ex-ministro, per intendersi mi riferisco a Brunetta. Capisco la vostra superiorità culturale, capisco che essendo in diretto contatto con le "sinistre divinità" vi sentite in dovere di pontificare su tutto e tutti, come capisco che solo voi di una certa area politica siete i detentori della verità assoluta, (vedi l'Unione Sovietica prima e l'Unione Europea oggi), ed è proprio per questi motivi che non capisco che bisogno abbiate di accanirvi verso di noi semplici mortali simil-quadrupedi. La cosa invece grave (a mio modesto avviso), è che Lei Veronesi ha offeso dando loro di asini, tutti i leghisti e gli elettori del mio partito, che seppur dimezzando i voti alle ultime politiche, rappresentiamo sempre un il quinto partito a livello nazionale».
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