Finanza
Mutui facili C’è una terza inchiesta
PRATO. C’è un’altra inchiesta, la terza, sui cosiddetti “mutui facili” ai cinesi, il fenomeno denunciato già l’anno scorso dall’assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone e sul quale ha indagato a...
PRATO. C’è un’altra inchiesta, la terza, sui cosiddetti “mutui facili” ai cinesi, il fenomeno denunciato già l’anno scorso dall’assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone e sul quale ha indagato a più riprese la guardia di finanza.
L’esistenza di una terza inchiesta è stata confermata ieri davanti ai microfoni della trasmissione La7 Cronache dal procuratore capo Piero Tony. Nei giorni scorsi il Corriere fiorentino aveva scritto di accertamenti della Banca d’Italia in alcune banche pratesi alla ricerca di riscontri all’ipotesi di irregolarità nella concessione dei mutui. In particolare si vuole capire se i finanziamenti siano stati concessi in assenza di adeguate garanzie, ed eventualmente perché. L’ipotesi è che alcuni istituti di credito abbiano chiuso un occhio sulle garanzie pur di acquisire clienti per fare bilanci migliori e poi si siano ritrovati in possesso di immobili di scarso valore quando i clienti hanno smesso di pagare le rate del mutuo.
Una prima inchiesta condotta dal procuratore Tony e dal sostituto Gestri non aveva trovato riscontri. Una precedente è ancora aperta nei confronti di un italiano e un cinese che avrebbero falsificato buste paga per ottenere mutui (parte lesa è la Banca Toscana). La terza inchiesta di cui parla il procuratore Tony è la più recente, ci lavorano anche gli specialisti del Nucleo di polizia valutaria ed è quella che potrebbe finalmente portare a risultati concreti.
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