Mutui facili ai cinesi, un'interrogazione del senatore Mazzoni
Per c hiedere chiarimenti al ministro Saccomanni sulle indagini della Banca d'Italia sul fenomeno denunciato dall'assessore Milone
PRATO. Il senatore Riccardo Mazzoni ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Economia Saccomanni per sollecitare un chiarimento sulla vicenda segnalata dall'assessore Milone sui mutui facili elargiti dalle banche a Prato. "Si tratta di una vicenda che ritengo sia indispensabile che venga chiarita al più presto da chi ha il compito istituzionale di vigilare sull'attività bancaria e per sapere dunque a che punto è l'indagine avviata dalla Banca d'Italia. In questo momento di gravissima crisi economica, con le banche che negano sistematicamente l'accesso al credito ad artigiani e commercianti che presentano dichiarazioni dei redditi molto superiori a quelle dei cittadini di nazionalità cinese, è quantomeno singolare che a questi siano stati elargiti mutui anche di 200mila euro. Bisogna fare chiarezza, soprattutto, sulla credibilità del sistema bancario che opera sul territorio pratese".
Questo il testo integrale dell'interrogazione:
"Interrogazione al ministro dell'Economia per sapere, considerato che:
nell'ambito dell'attività di contrasto all'illegalità e di recupero dell' evasione fiscale, il Comune di Prato, mediante il locale corpo di Polizia municipale, procedeva ad inoltrare all'Agenzia delle Entrate segnalazioni qualificate, così come da convenzione e da legge dello Stato, su soggetti che mostravano un tenore di vita e possedevano beni immobili e mobili non giustificabili con le relative dichiarazioni dei redditi;
sempre nell'ambito di questa attività si veniva a conoscenza che circa mille soggetti, di nazionalità cinese, segnalati alla predetta Agenzia, avevano contratto mutui con diversi istituiti bancari operanti sul territorio;
l'anomalia concerneva nelle modalità e nei requisiti con cui sono stati elargiti tali mutui, visto che dal 2007 al 2012 risulta siano stati circa mille i beneficiari, sempre di nazionalità cinese, a cui sono stati elargiti mutui con una media di 200 mila euro pro capite a fronte di dichiarazioni dei redditi che non superano i 10 mila euro lordi l'anno, diversi addirittura senza garanti e, quando questi c'erano, avevano anch'essi presentato dichiarazioni dei redditi assolutamente non in grado di coprire le somme elargite dagli istituti di credito;
le banche che operano sul territorio pratese avrebbero visto sparire molti di questi clienti cinesi tornati in patria e divenuti insolventi, trovandosi così in grave difficoltà essendo venute in possesso di case o capannoni ipotecati di poco valore, a fronte di una scarsezza di liquidità conteggiata nei bilanci preventivi;
quei cittadini cinesi che i mutui li hanno invece regolarmente pagati, versando regolarmente rate da 1500 euro al mese a fronte di dichiarazioni dei redditi inferiori ai 10mila euro l'anno, aprono un problema diverso ma, forse, ancora più inquietante: il sospetto è infatti che dietro questa pratica ci possa essere un'organizzazione specializzata in riciclaggio di denaro sporco provento di evasione fiscale o di attività criminale;
a) se il ministero del Tesoro intenda accertare a che punto è arrivata l' indagine aperta dalla Banca d'Italia, quale ente vigilante, su questo fenomeno;
b) come sia stato possibile concedere mutui con dichiarazioni così basse anche alla luce delle restrizioni poste in essere dalle banche negli ultimi anni;
c) se si può ravvisare un operazione di riciclaggio di denaro cosiddetto "sporco" proveniente dall'evasione fiscale; d) se il ministero è a conoscenza che il comune di Prato ha inviato alla Banca d'Italia un dossier su questo fenomeno.
Sen. Riccardo Mazzoni
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