Italia
Giangrande trasferito in aereo a Imola
E’ iniziato in una clinica specializzata emiliana il lungo periodo di riabilitazione del brigadiere ferito
PRATO. Giuseppe Giangrande, il bragadiere pratese ferito il 28 aprile davanti a Palazzo Chigi è stato trasferito ieri in aereo al Montecatone Rehabilitation Institute di Imola, una clinica specializzata nella riabilitazione di chi ha subìto lesioni al midollo.
Giangrande è arrivato alle 14. Un paio d'ore dopo, alle 15.30, Montecatone diramava già un primo comunicato sulle condizioni cliniche del brigadiere. A leggerlo è stato il direttore sanitario dell'ospedale, Roberto Pederzini, con seduti a fianco la figlia di Giangrande, Martina, e il direttore del reparto di Terapia intensiva, Gian Piero Belloni. Alle loro spalle il fratello e la sorella di Giuseppe, Pietro e Patrizia.
Questo il testo: «Si comunica che il brigadiere Giuseppe Giangrande è arrivato all'Ospedale di Montecatone alle ore 14 di oggi. Durante il trasferimento non si è registrato alcun problema clinico. Il brigadiere è stato accolto nel reparto di Terapia intensiva diretto dal dottor Belloni, dove, da subito, inizierà l'attività riabilitativa volta alla prevenzione di eventuali complicanze secondarie e rimarrà il tempo strettamente necessario per superare la fase di instabilità clinica e valutare l'entità del danno midollare. Per il prossimo futuro, i comunicati sugli elementi salienti dell'evoluzione delle condizioni del paziente saranno diffusi con modalità concordate con il paziente stesso ed i familiari».
Per i pochi secondi in cui Pederzini ha letto ai giornalisti il bollettino, Martina Giangrande è rimasta seduta al suo fianco in silenzio. Ancora una volta peraltro ha dimostrato, con la sua presenza davanti a flash e telecamere, il coraggio con cui fin dall'inizio ha saputo affrontare questo nuovo terribile colpo che la vita le ha inflitto, dopo la perdita della madre avvenuta poco più di tre mesi fa a causa di un infarto. Poi Martina, comprensibilmente, ha preferito non rispondere a domande. Assieme agli zii Pietro e Patrizia, scortata ancora una volta dai carabinieri della Legione Emilia Romagna, ha raggiunto l'appartamento non molto distante da Montecatone dove la famiglia alloggerà in questi giorni. Ora per Giuseppe Giangrande inizia un delicato periodo di riabilitazione, in cui verrà seguito passo dopo passo da una delle equipe mediche più preparate in Italia e nel mondo. «Certo non si possono fare previsioni di nessun tipo - ha commentato ieri il direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute, Augusto Cavina - ma non ci sono dubbi che la degenza qui sarà lunga. È quello che succede sempre in casi del genere».
Maurizio Andreoli
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