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«Tolleranza zero, sanzioni verso chi è razzista»

«Tolleranza zero, sanzioni verso chi è razzista»

PRATO. Mercedes Frias, ex deputata con Rifondazione (governo Prodi), attivista in Sel, presidente della neocostuita (lo scorso febbraio) associazione di migranti "Prendiamo la parola", non ci sta....

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PRATO. Mercedes Frias, ex deputata con Rifondazione (governo Prodi), attivista in Sel, presidente della neocostuita (lo scorso febbraio) associazione di migranti "Prendiamo la parola", non ci sta. «Non è accettabile che nel 2013 ci sia qualcuno che fa riferimenti sulla base del colore della pelle - dice - E' il sintomo di una cultura da sradicare. Sono allibita e mi dispiace per lui» . Lui, ovvio, è Emilio Paradiso.

«Ho visto il post su Facebook ma per scelta non sono intervenuta - dice - Proprio l'altro giorno ho lanciato un appello affinchè si smettesse di amplificare le prese di posizioni razziste contro Cecil (il ministro Kyenge ndr). A non fare da megafono agli insulti. Per questo non ho risposto. E mi costa farlo ora perché, anche solo parlare di queste cose, è una sorta di legittimazione che non mi va di fare». «Credo, comunque, - continua - che in questi anni ci sia stata una eccessiva tolleranza nei confronti della Lega, dei leghisti e del loro atteggiamento razzista. Si è accettato supinamente che potessero dire quello che volevano quasi sdoganando il concetto di razzismo. E si è arrivati alla legittimazione, quasi che le frasi contro i migranti fossero frasi qualsiasi». Ora basta, per Frias: «Ci vogliono delle sanzioni contro i toni razzisti, espressi su qualsiasi mezzo, social network compresi. C’è bisogno di punizioni. Le leggi ci sono, basta applicarle». Ed è l’associazione presieduta da Frias alla quale partecipa anche Kyenge che potrebbe fare la prima mossa: «La nostra associazione sta pensando ad azioni legali per difenderci nei confronti di persone come queste. Se non bastano la cultura, la civiltà, l'educazione allora l'effetto deve essere creato da un deterrente. Credo inoltre - continua Frias - che Paradiso, rappresentante istituzionale, dovrebbe venire espulso immediatamente dal partito nel quale milita».

L’associazione Prendiamo la parola, che ha sede a Firenze, «nasce - spiega Frias - appunto per dare la parola in prima persona ai migrante attraverso un soggetto collettivo (26 nazionalità rappresentante ndr). In italia il tema dei migranti è lasciato nelle mani della destra che decide quando e come parlarne ma soprattutto - conclude Frias - usa un tema così delicato e così importante per avere consenso. Si colpiscono i migranti per avere voti mentre gli altri partiti giocano in difesa». (c.o.)

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