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Lavoratrici Mabro in Tv, le colleghe di Marcolana plaudono alle “sartine”

Lavoratrici Mabro in Tv, le colleghe di Marcolana plaudono alle “sartine”

L’imprenditore Barontini sotto i riflettori di “Piazza Pulita”. «A Grosseto hanno avuto il coraggio di far valere i propri diritti anche pubblicamente. Noi non l’abbiamo avuto. Sono state bravissime. Qui c’è chi deve riscuotere anche 30.000 euro»

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PRATO. Acque agitate a Grosseto per l’imprenditore pratese Andrea Barontini, protagonista sua malgrado della trasmissione “Piazza Pulita”. Le donne dell’azienda rilevata da Barontini, preoccupate per la sorte dell’azienda Mabro, hanno espresso tutta la loro disperazione per il mancato pagamento di 5 mesi di stipendio e per l’abbandono da parte della Regione Toscana che attraverso Fidi Toscana aveva selezionato Barontini per rilanciare un’azienda già in forte crisi.

«Ci hanno messo un imprenditore - ha detto davanti alle telecamere la rappresentante della Rsu Nadia Perino - che ha accuse per la procedura utilizzata per provare a rilevare un’azienda pugliese, che ha portato al concordato il lanificio pratese di famiglia e che ora ha depositato il concordato anche per noi quando sarebbe più opportuno per salvare l’occupazione la richiesta dell’amministrazione straordinaria Prodi bis”.

Una vicenda grossetana seguita con attenzione anche da Prato dove la chiusura del lanificio Marcolana e la conseguente presentazione del concordato in bianco è avvenuta sotto silenzio nonostante anche in questo caso l’elevato numero di stipendi arretrati del personale e gli oltre 5 milioni di euro di debiti nei confronti di circa 100 fornitori perlopiù pratesi. E che ancora non hanno riscosso.

«Sono state brave. bravissime», il plauso alle lavoratrici della Mabro arriva da alcune colleghe della pratese Marcolana. «Hanno avuto un coraggio che noi non abbiamo avuto. Quello di non temere di far valere i propri diritti anche pubblicamente. Attraverso loro abbiamo avuto anche noi un po’ di soddisfazione: anche qui a Prato c’è chi deve avere stipendi arretrati. Chi ha lavorato fin da ultimo deve riscuotere 30.000 euro. L’imprenditore ha tirato alle lunghe la vicenda proprio come qui usando la fiducia dei suoi lavoratori»-

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