Sicurezza
Il Pd di Vernio: niente tesseramento
Il segretario Morganti: «Contro Roma ma anche contro la segreteria provinciale che fa confusione sul Comune unico»
VERNIO. Pd in sciopero; la segreteria di Vernio per protestare contro la linea adottata a livello nazionale, ha deciso di non organizzare la campagna per il tesseramento e neppure la festa in estate, a meno che da Roma non arrivi un segnale concreto di inversione della rotta. «Ormai ci troviamo in un partito quasi allo sfascio – commenta il segretario Giovanni Morganti – dopo la mancata elezione di Prodi al Quirinale, con il tradimento operato da oltre 100 parlamentari, ci siamo sentiti abbandonati, tanti iscritti in più occasioni hanno annunciato di voler restituire la tessera». A complicare la situazione anche lo spaccamento del Pd in Val di Bisenzio sulla questione Comune Unico. «La segretaria provinciale – attacca Morganti – è rimasta troppo distante della questione, e non ha saputo gestire la situazione, probabilmente anche per un problema di conflitto di interesse dovuto alla doppia veste di segretario e sindaco, per altro già evidenziato durante il congresso. Di fatto ognuno prende posizione in modo autonomo, creando solo confusione». Su sollecitazione del Pd di Vernio Bugetti li ha convocati ma senza grossi risultati. « Non è uscita nessuna linea, da seguire eppure entro il 15 maggio, con soltanto un mese di preavviso siamo chiamati ad esprimere il nostro parere come amministratori».
Il Pd di Vernio, ribadisce la propria contrarietà alla fusione dei tre comuni. «I tempi sono troppo brevi, le modalità non sono giuste e si rischia di creare un pasticcio che non risponda alle reali esigenze dei cittadini». La sezione guidata da Morganti fa notare che ci potrebbero essere altre alternative valutabili come per esempio «Le zone di Cantagallo che gravitano su Vaiano potrebbero annettersi a questo Comune, mentre le parti alte al nostro». La Valle così sarebbe divisa in due parti conformi per territorio ed esigenze. «Vernio – continua Morganti – potrebbe mantenere la fisionomia di un Comune di montagna, mentre Vaiano di uno più cittadino. Del resto se si procedesse all'unione dei tre si verrebbe a formare un Comune con 25 frazioni distribuite su 200 km di territorio con evidenti problemi di gestione». In pratica i cittadini che utilizzano il distretto sanitario, le scuole e la stazione dei carabinieri continuerebbero a fare riferimento ai rispettivi centri di Vaiano e Vernio cosa improbabile con un unico Comune.
«Del resto – spiega Morganti – sappiamo benissimo che il centro amministrativo diventerebbe, logicamente, quello più popoloso». Un ultimo sassolino il segretario si vuole levare dalla scarpa. «Bisognerebbe ascoltare maggiormente i due sindaci uscenti Cecconi e Marchi che non hanno nessuna poltrona da difendere, ma tanta esperienza da condividere».
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