Il Tirreno

Prato

Anche Silli prende le distanze

Anche Silli prende le distanze

«Non sono d’accordo con il ministro, ma da parte di Paradiso grande leggerezza»

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PRATO. «Per quanto mi riguarda il ministro Kyenge è un cittadino italiano. Poco importa il coloro della sua pelle». L’assessore all’Integrazione del Comune Giorgio Silli prende le distanze, con moderazione, dalle frasi del consigliere di maggioranza. «Per quanto io non possa condividere il pensiero di Kyenge, in particolare sulla cittadinanza - commenta l’assessore - non posso però che prende atto con tanta amarezza di quanto detto da Paradiso affermazioni che, sono sicuro, avrà fatto in un momento di grande leggerezza».

Silli - 10, 12 conferimenti di cittadinanza alla settimana assieme al presidente del consiglio Maurizio Bettazzi, per un totale di almeno 250 nel 2012 - al ministro Kyenge ha scritto non appena insediata: «Le ho offerto la disponibilità del Comune a collaborare per quanto concerne le politiche sull’ integrazione». Silli però è decisamente contrario allo ius soli , ovvero l’attribuzione di cittadinanza per ogni bambino figlio di stranieri che nasce in Italia. «Sicuramente la legge sulla cittadinanza va rivista - dice Silli - ma non diminuendo gli anni di residenza o facendo diventare automaticamente tutti italiani. C’è bisogno di misurare il grado di integrazione, l’effettiva "italianità”, con un percorso magari a punteggio così come oggi è il permesso di soggiorno a punti». Per Silli: «Si diventa italiani solo se ci si sente italiani. Io mi trovo - conclude - a dare cittadinanza dopo 13 anni a persone che a malapena riescono a leggere la formula di giuramento mentre ce ne sono altre che dopo due o tre anni sono forse più italiani di me». (c.o.)

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