Italia
«Abbiamo riso e scherzato poi si è chiusa in camera»
La sorella racconta gli ultimi istanti di vita della sedicenne che si è uccisa per amore di un ragazzo di 25 anni e per la nostalgia della propria casa
PRATO. «Aveva le mani fredde e la testa piegata da una parte. Le ho sciolto il lenzuolo dal collo e l'ho appoggiata a terra e mi sono messa a urlare per chiedere aiuto». Parla come un fiume in piena la sorella della sedicenne che domenica sera si è tolta la vita impiccandosi per amore e per nostalgia della sua terra. «L'ho fatta venire a Prato per stare meglio. Era allegra e abbiamo scherzato fino a poco prima. Non capisco proprio perché l'abbia fatto - continua, fumando nervosamente - Era andata nella sua camera per rilassarsi, la mia bambina piangeva e lei era stanca. Alle 4 del pomeriggio sono andata a bussare alla porta ma non mi ha risposto. Pensavo che si fosse addormentata e così l'ho lasciata stare. Ci sono tornata dopo le 7 e siccome non mi rispondeva ancora ho preso a calci la porta, poi mi sono ricordata di avere un'altra chiave e così ho aperto e l'ho vista lì impiccata alla scalinata con i piedi piegati vicino al letto».
Si è consumato così il dramma nell'appartamento che la giovane divideva con la sorella minore e la propria figlioletta di due anni. La spiegazione della tragica decisione di togliersi la vita è in un Sms e nella nostalgia di voler tornare a casa. «Ecco il messaggio dell'Sms - dice, incredula la sorella - Scrive che si è tolta la vita per amore di Marius, poi dice addio a tutta la famiglia e che ci vuole tanto bene. A me aveva chiesto di voler tornare a casa per domenica scorsa e io le ho chiesto di pazientare ancora una settimana… possono bastare queste cose per decidere di togliersi la vita?»
Le lacrime velano gli occhi della giovane mamma che adesso deve trovare i soldi per riportare la salma della sorella nella terra natia. «Domenica prossima la riporto a casa dai miei genitori», dice lei che di anni ne ha poco più di diciotto ed è stata costretta a crescere in fretta. Emigrata in Italia da un paese dell’Est, con un angioletto di poco meno di due anni, e con in mano la procura del padre ad ospitare e a prendersi cura di quella sua sorella di poco più giovane ma, evidentemente dal carattere non troppo forte per superare quel male di vivere che la attanagliava.
«Ha conosciuto questo ragazzo di 25 anni in autobus nel viaggio per venire in Italia - racconta ancora la giovane mamma - Come può aver perso la testa per un ragazzo molto più grande di lei? Volevamo una vita migliore e invece...»
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