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Il vescovo scrive a Martina: «Grazie per il tuo messaggio di forza»

Il vescovo scrive a Martina: «Grazie per il tuo messaggio di forza»

Monsignor Agostinelli è tornato da un pellegrinaggio in Turchia e assicura la sua vicinanza alla famiglia del brigadiere ferito: «Non mancherà la nostra preghiera per il babbo»

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Tornato da un pellegrinaggio in Turchia, il vescovo Franco Agostinelli ha scritto una lettera a Martina Giangrande, la figlia del brigadiere Giuseppe Giangrande ferito domenica 28 aprile da Luigi Preiti con un colpo di pistola al collo davanti a Palazzo Chigi. Ecco il testo della lettera.

Gentilissima Martina,

mi conceda questa espressione confidenziale, ma forse mi è più congeniale per rivolgermi a lei in questo momento così impegnativo per la sua vita. Ero fuori d'Italia quando ho appreso la notizia del ferimento del suo babbo Giuseppe; con me erano presenti anche altre persone e le confesso che tutti siamo rimasti sconcertati per questo fatto inaudito. Nella celebrazione della Messa diversi dei presenti hanno espresso la loro preghiera pubblica affidando al Signore la sorte dei carabinieri feriti nell'adempimento del loro dovere.

Appena rientrato ha voluto farmi presente con lei per esprimerle la mia solidarietà, per assicurarle la mia vicinanza, insieme a quella di tutta la Chiesa pratese e, se me lo consente, per dirle che non mancherà la nostra preghiera per il suo caro babbo. Forse non è molto, ma è tutto quello che possiamo fare in questo momento, con l'auspicio che le salute del suo babbo vada migliorando e così venga restituito ai suoi affetti.

Vorrei anche ringraziarla per la testimonianza di forza, di coerente coraggio che nell'occasione lei ha saputo dare; questo è un insegnamento vero che senz'altro aiuta tante persone a riflettere ed è così che si contribuisce a tenere alte le sorti del nostro Paese, senza lasciarsi cadere nello scoraggiamento e nel naufragio di valori perenni.

Comprendo che per lei non sono giorni facili; le auguro che possa trovare nella solidarietà di tante persone e soprattutto nella vicinanza di persone che le vogliono bene, dei presenti e di chi non c'è più, ma che le è vicina ora più che mai, la cara mamma Letizia, la forza necessaria per affrontare questa grave situazione, per restare vicina al suo babbo e per incontrare con lui il sole per un nuovo futuro.

Mi scuso se le mie parole possono dare l'impressione di una intromissione indebita, ma le assicuro sono dettate solo dal desiderio di esserle vicino e dal dovere che il Vangelo mi ricorda, di essere cioè sempre accanto a chi è nella preoccupazione e nella sofferenza.

Desidero salutarla ed esprimerle ogni auspicio di bene e di guarigione per il suo babbo.

Con sincera amicizia.

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