Lutto
Meglio senza saio o col saio da 70 euro? Le comunioni al tempo della crisi
Centinaia di famiglie pratesi questo mese sono alle prese con costi ai quali sembra quasi impossibile sottrarsi. Dalla tunica, al compenso del fotografo, alle bomboniere, all'offerta per la chiesa, ecco quanto si può arrivare a spendere
PRATO. In tempi di crisi anche la festa della prima comunione può diventare un gravoso impegno economico per molte famiglie. Con il mese di maggio entriamo nel vivo delle celebrazioni e anche a Prato sono centinaia i bambini che nelle prossime domeniche riceveranno per la prima volta il sacramento. Un impegno organizzativo per le le parrocchie pratesi e uno sforzo economico, a volte anche sopra le proprie possibilità, per moltissime famiglie alle prese con tanti costi che si sovrappongono. Un’importante festa religiosa a cui si affiancano però tanti altri aspetti più materiali e consumistici che, in un certo modo, stravolgono la spiritualità dell’avvenimento.
Quanto può costare alle famiglie la prima comunione dei loro figli? Le voci che compongono il bilancio di questa festa sono numerose. E qualcuno non bada a spese.
Tonaca. Molte parrocchie optano per la tonaca con crocefisso, un abito unico che rende uguali i bambini durante la celebrazione; altre invece non impongono questo capo e lasciano libertà ai genitori. Nella parrocchia di Mezzana, don Luca Bongini ha deciso di non far indossare ai ragazzi il saio, per non obbligarli a fare questo acquisto che viene realmente utilizzato per un solo giorno nella vita.
Don Santino Brunetti della chiesa di Maliseti invece desidera che tutti i bambini abbiano lo stesso abito, per non creare distinguo su capi firmati che tanti, avendo le possibilità, potrebbero scegliere di indossare. Una tonaca nuova può arrivare a costare al massimo 70 euro, ma negli ultimi tempi i parroci pratesi invitano le famiglie a “riciclare” quelle di parenti o amici oppure a prenderle in prestito, con una piccola donazione, alla parrocchia di Galcetello che conserva un ricco guardaroba di accessori per la comunione. In alcuni casi, le parrocchie hanno degli abiti che mettono a disposizione di chi ha maggiori difficoltà economiche.
Fotografie. Ogni parrocchia ha un fotografo accreditato, unico per il giorno della festa, per scattare le immagini all’interno della chiesa. Di regola si tratta del professionista che risiede o ha la propria attività nei pressi della parrocchia. I parroci lasciano piena libertà alle famiglie di comprare o meno le fotografie. I prezzi per ogni foto variano dai 2 ai 4 euro. Sta ai genitori fare i conti con il proprio budget per vedere se e quante possono farne stampare.
Bomboniere. Sono molte le famiglie pratesi che negli ultimi due anni hanno tagliato sul costo delle bomboniere. «I nostri clienti – fanno sapere dal negozio Cipriani Dolciumi di via Battisti – per le comunioni oggi comprano sacchettini di confetti, oppure soltanto confetti che confezionano da soli a casa. Sono davvero pochi coloro che oggi ordinano bomboniere e accessori, si cerca di risparmiare molto». Un sacchettino da loro preparato può arrivare a costare 2 o 3 euro, la spesa finale dipende ancora una volta dalla quantità che viene ordinata. Pranzi e banchetti - Questa è la spesa che incide di più sul portafoglio. Chi può non bada al risparmio e prenota agriturismi sul Montalbano o pranzi nei migliori ristoranti di Prato per decine di persone.
Spese ritenute eccessive per il parroco di Figline don Billi, per don Santino, don Luca e don Nucci di San Giuseppe. Alcuni, più attenti agli sprechi, negli ultimi tempi optano per pranzi intimi nei ristoranti locali in cui gli invitati sono al massimo sei e la spesa accessibile per le loro tasche.
Chiesa. La parrocchia si impegna ad organizzare gratuitamente tutte le cerimonie, ma davvero tanto magre sono le offerte che le famiglie lasciano in dono. Un segno, anche questo della crisi che ormai da tempo sta mettendo in difficoltà le famiglie italiane.
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