Il dolore
Il teatro come casa della cultura
Studenti delle superiori metteranno in scena al Fabbricone un testo della scrittrice Yang Xiaping
PRATO. Un teatro non è una macelleria: potrà sembrare ovvio, ma non è poi così banale. In effetti, se il teatro si limita ad essere aperto solo la sera per offrire la sua porzione di spettacolo quotidiano, qual'è la differenza da una macelleria, che si limita a stare aperta di giorno per vendere la sua porzione di carne quotidiana?
Il ragionamento di Paolo Magelli, direttore del Metastasio, non fa una piega.
Non fa una piega nemmeno la soluzione che, con la collaborazione della Provincia, è stata trovata: teatro aperto ai ragazzi delle scuole superiori di Prato.
«Il teatro dev'essere la casa della cultura, dovrebbe essere aperto 16 ore al giorno - spiega Magelli - dev'essere il faro che illumina il territorio, non un bunker in cui si entra solo come spettatori».
I 40 ragazzi che compongono il laboratorio Teatro e Narrazione di quest'anno ne sono la prova: entrati dalla porta d'ingresso, si sono trovati dietro il palco, a cercare di imparare quello che è uno dei mestieri più difficile al mondo: l'attore.
I 40 ragazzi vengono dalle scuole superiori della città: dalla prima alla quinta, tutti i licei sono coinvolti, cui si aggiunge il Keynes il Convitto Cicognini e l'istituto d'arte di Montemurlo: dopo “Il giardino dei ciliegi” messo in scena l'anno scorso, quest'anno il laboratorio si cimenterà con l'adattamento per il teatro del romanzo di Yang Xiaping, scrittrice cinese che vive a Monsummano, chiamato “Come due farfalle in volo sulla grande muraglia”.
«Il laboratorio non è solo una bella esperienza, in cui scopri di condividere la passione per il teatro con persone mai viste prima - dice Giada, studentessa dell'istituto d'arte di Montemurlo - quest'anno stiamo scoprendo le difficoltà di chi lascia il proprio paese e la propria cultura per vivere in un paese diverso dal suo».
Nonostante le risorse sempre più risicate, la Provincia ha deciso di finanziare di nuovo il progetto del Metastasio: «Le scuole superiori pratesi hanno una lunga tradizione di rapporto col teatro - dice la vicepresidentessa della Provincia, Ambra Giorgi - e, senza nulla togliere a quei laboratori, qui si parla di qualcosa di molto diverso: i ragazzi lavorano con gli attori della compagnia stabile del Metastasio, in un ambiente professionale con veri professionisti e un regista come Magelli, senza dimenticare che qui tutte le scuole sono riunite in un solo gruppo di lavoro».
Non solo attori, i ragazzi diventano anche pubblico responsabile.
«Il pubblico a teatro sta diventando sempre più giovane - dice il regista e direttore artistico Magelli - ed è sicuramente merito anche di questi laboratori e delle scuole che invogliano a fare gli abbonamenti: i ragazzi vengono, guardano lo spettacolo, entrano a far parte del laboratorio e danno nuova vita al teatro».
Lo spettacolo, a ingresso libero, andrà in scena il 29 e 30 maggio al teatro Fabbricone, alle ore 21.
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