Il Tirreno

Prato

«Mi stava offendendo» e gli squarcia la gola

di Pasquale Petrella
«Mi stava offendendo» e gli squarcia la gola

Degenerata la lite fra due uomini a due passi dal circolo di Cafaggio Un trentunenne, sposato e padre di una bimba di due anni, è in fin di vita

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PRATO. «Mi offendeva e per questo l’ho colpito». Starebbe in questa banalità, alla quale i carabinieri ovviamente credono poco, la giustificazione data dal trentaduenne marocchino che l’altra notte ha ridotto in fin di vita il suo connazionale Rachid El Idrissi, di 31 anni, colpito alla gola con un coccio di bicchiere e quasi sgozzato, e che ora si trova rinchiuso nella casa circondariale della Dogaia con l’accusa di tentato omicidio aggravato.

E’ avvenuto a tarda sera nel tratto di via del Ferro che dal circolo Arci di Cafaggio sfocia in via Roma. I due extracomunitari devono aver acquistato da bere al circolo ed erano con altri connazionali all’esterno, approfittando della serata calda. Poi i due si sono allontanati una decina di metri e lì c’è stata la lite che si è chiusa nel sangue. El Idrissi, con la gola squarciata si è trascinato fin all’ingresso del circolo e si è accasciato sulla vicina panchina di legno.

E’ subito scattato l’allarme e sul posto è arrivata a soccorrerlo un’ambulanza della Croce Rossa, mentre i carabinieri hanno avviato le indagini e si sono messi alla ricerca dell’aggressore, che si era allontanato. «Quando sono arrivato per prendere un caffè, ho notato che c’era un gruppo più numeroso del solito di giovani nordafricani davanti al circolo» racconta un membro del Consiglio direttivo del circolo, presieduto da Giuseppe Marras. «Me lo sono spiegato col fatto che probabilmente, visto il giorno di festa, il vicino circolo della Misericordia poteva essere chiuso - continua il consigliere del circolo Arci di Cafaggio - Mi sono sembrati tutti tranquilli e non ho avuto neppure la sensazione che qualcuno avesse bevuto più del solito. Poi è successo quello che è successo. Sono uscito ed ho visto che il ferimento era avvenuto proprio accanto alla mia auto che aveva tutto il cofano pieno di sangue. Ho potuto rimuoverla solo quando i carabinieri hano finito i rilievi».

Il circolo Arci di Cafaggio, ha festeggiato i cinquant’anni di vita l’anno scorso, e conta circa trecento soci. «Episodi come quello dell’altra sera non si erano mai verificati - continua il consigliere che preferisce rimanere anonimo - Comunque i problemi di sicurezza ce li abbiamo anche qui. Sei anni fa i ladri entrarono di notte nei locali del circolo e da allora siamo stati costretti a mettere le inferriate alle porte e alle finestre. Ma vorrei che emergesse che questo è un circolo che fa anche molte altre cose, come ad esempio raccoglie fondi da devolvere in beneficienza. L’ultima nostra iniziativa ci ha permesso di donare novecento euro alla mensa dei poveri Giorgio La Pira. Ci piacerebbe che si parlasse del nostro circolo soprattutto di questo».

Ma la cronaca non può fare a meno di registrare il tentato omicidio di Rachid El Idrissi, sposato e padre di una bambina di due anni che lotta fra la vita e la morte.

Il suo aggressore, dopo esser scappato dal luogo del ferimento, intorno alle 4 del mattino ha chiamato i carabinieri e si è consegnato nella zona dell’Omnia Center. D’ufficio gli è stato assegnato l’avvocato Barbara Mercuri e, dopo l’interrogatorio di garanzia, dove ha cercato di giustificare il suo gesto, è atteso all’udienza di convalida.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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