La manifestazione
Peggy non vuole muoversi da casa
Il cane aspetta il padrone: lo lasciano la sera e vanno a riprenderlo al mattino
PRATO. A Martina Giangrande, la figlia del brigadiere ferito a Roma, pensano anche i nonni materni, che in questi giorni assolvono a un insolito compito. Sembra che Peggy, lo yorkshire di famiglia non ne voglia sapere di dormire in altre abitazioni che non siano la sua, l’appartamento di via Machiavelli. E così i suoceri di Giuseppe Giangrande portano il cane nella casa, lo lasciano per la notte e lo vanno a riprendere al mattino per accudirlo. E’ come se l’animale volesse aspettare il ritorno del suo padrone.
Ovviamente Peggy non può sapere che Giuseppe è sospeso tra la vita e la morte e starà via per molto tempo. E che nemmeno Martina potrà occuparsi di lui, in questi giorni, dovendo stare al capezzale del padre, ricoverato nel reparto di rianimazione del Policlinico Umberto I. La storia del cane di Giuseppe Giangrande ricorda la trama del film “Hachiko, il tuo migliore amico” interpretato nel 2009 da Richard Gere. La storia, sì; ma il finale lo vogliamo tutti diverso. In Hachiko un professore universitario adotta un cane di razza Akita, che prende l’abitudine di accompagnarlo al mattino alla stazione e di aspettarlo nel pomeriggio al ritorno dal lavoro. Quando però il professore muore durante una lezione, il cane continua ad aspettarlo all’orario convenuto per dieci anni, fino a quando non muore anche lui, non prima di aver immaginato per l’ultima volta il ritorno del padrone. In via Machiavelli tutti sono convinti che l’attesa di Peggy sarà più fruttuosa. (p.n.)
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