Il Tirreno

Prato

processo

Condannato il poliziotto infedele

Chiedeva soldi ai cittadini che si presentavano a sporgere denuncia

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PRATO. Assolto dall’accusa di furto.Modificato il capo A da concussione in truffa aggravata (reato più lieve) e condannato a due anni e sei mesi. Questa la sentenza dei giudici nei confronti del poliziotto Nicola Maurizio Ragusa posto agli arresti domiciliari ai primi di novembre del 2011 dopo che una indagine interna in questura aveva portato gli uomini diretti dal dirigente Francesco Nannucci a scoprire che in almeno otto casi di presentazione di denuncia da parte di altrettanti cittadini, il sovrintendente Ragusa si era fatto pagare (accontentandosi in un caso anche di dodici euro dopo una prima richiesta di duecento) dagli stessi denuncianti adducendo giustificazioni varie come poteva essere quella di dover pagare dei bolli da mettere sulla denuncia. Ovviamente i soldi non erano assolutamente dovuti.

Martedì il processo dopo che il sostituto procuratore della Repubblica, Laura Canovai non ha voluto acconsentire ad una richiesta di patteggiamento presentata dall’avvocato, Benedetta Bertolaccini, difensore di fiducia del sovrintendente, per due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Patteggiamento che la pm Canovai non ha accettato perchè fin dall’inizio il comportamento ed il reato commesso dal poliziotto è stato stigmatizzato dalla procura pratese come un «fatto miserabile» reso ancora più odioso perché commesso da un uomo in divisa. Il pubblico ministero ha insistito per una condanna a tre anni. Il giudice ha deciso per andare al centro fra la pena che l’imputato voleva patteggiare e la richiesta del pm. (p.p.)

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