Il Tirreno

Prato

Martina Giangrande non perderà il suo posto di lavoro a Prato

Martina Giangrande non perderà il suo posto di lavoro a Prato

La titolare della ditta  è pronta a tenerla anche se dovesse tornare fra alcuni mesi. Intanto molti cittadini offrono un sostegno economico al brigadiere ferito davanti a Palazzo Chigi

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Martina Giangrande, la figlia ventitreenne del carabiniere ferito gravemente nell'attentato di domenica mattina di fronte Palazzo Chigi, non rischia il suo posto di lavoro. La titolare dell'azienda di organizzazione eventi per cui lavora, «La casa degli orsi», ha spiegato chiaramente di non considerare l'ipotesi che la ragazza debba licenziarsi. «Le parole che ha detto in televisione Martina sulla sua volontà di licenziarsi sono le stesse che ha detto a me, - ha spiegato la titolare Eleonora Gori - ma ufficialmente io non ho nulla in mano. Vorrei proteggerla, sono sua amica, è per questo che sino ad ora ero rimasta in silenzio. Ma adesso sento che devo chiarire perchè sono assediata dai media: per lei, lo voglio dire chiaramente, la porta è sempre aperta. Che decida di licenziarsi o di rimanere noi siamo sempre pronti ad aspettarla o a riaccoglierla. Non importa quanto tempo ci vorrà, fra 6 mesi o fra un anno noi saremo qui, il posto di lavoro è suo». Martina Giangrande che ieri pomeriggio a Roma, dove si trova per assistere il padre Giuseppe al policlinico Umberto I, aveva spiegato di volersi licenziare per stare vicino a suo padre. »E' la seconda volta che lo faccio - aveva detto Martina - dopo che avevo dovuto smettere di lavorare quando due mesi fa è morta mia madre».

Una valanga di telefonate all'Arma dei carabinieri. Sono quelle che stanno arrivando in questi giorni al Comando generale per offrire un aiuto economico a Giuseppe Giangrande, il brigadiere pratese del 6° Battaglione di Firenze ferito domenica mattina a colpi di pistola da Luigi Preiti davanti a Palazzo Chigi. Lo rivela il colonnello Ciro Trentin, comandane del battaglione, che ha passato le ultime ore nella capitale per dare un supporto a Giangrande e alla figlia Martina, 23 anni, salita a Roma per stare accanto al padre, ancora in prognosi riservata all'ospedale Umberto I.

Secondo il nuovo bollettino medico diffuso stamattina il militare resta «sedato e ventilato in quanto al momento non è possibile garantire un'autonomia respiratoria efficace e continuativa». Le condizioni dunque «restano stabili». «Non si saprà prima della fine della settimana se Giuseppe Giangrande potrà recuperare la mobilità degli arti» ha detto  Amalia Allocca, direttore sanitario dell'Umberto I.

Martina Giangrande era attesa stamattina a Prato, nell'abitazione di via Machiavelli, per prendere alcuni capi di vestiario prima di tornare a Roma. Secondo fonti ufficiali sarebbe passata di prima mattina, accompagnata da un'auto dei carabinieri, ma né i vicini né i tecnici della Rai che sono davanti all'abitazione hanno visto entrare nessuno. In effetti Martina Giangrande ha lasciato il policlinico Umberto I poco dopo le 14, accompagnata dal Cappellano dell'Arma dei carabinieri, don Gabriele. La giovane era in compagnia di alcuni ufficiali dei carabinieri. Poco prima lo zio di Martina, Ciro, aveva raccontato che "Giuseppe comunica con gli occhi" con la figlia che lo "assiste costantemente".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa