Italia
Un Primo Maggio di crisi, raddoppiano le ore della cassa integrazione straordinaria
Sono coinvolte 536 aziende del distretto pratese per un totale di 615 lavoratori, cresce anche la cassa integrazione ordinaria: 567 lavoratori interessati per 61 aziende
PRATO. Un Primo Maggio di crisi. Un Primo Maggio dove è difficile essere ottimisti in un distretto che, forse ancora di più del resto del Paese vive un momento difficilissimo e che non può assolutamente permettersi un mancato rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Nonostante le aziende abbiano cercato in tutti i modi di evitare il ricorso a questo strumento di ammortizzazione considerato "a rischio" i numeri non sono rassicuranti.
Gli artigiani che hanno fatto ricorso alla deroga (che non avevano altre possibilità di scelta tra gli strumenti di sostegno al reddito) dal primo gennaio al 15 aprile sono stati 1.817 contro i 1.713 dello stesso periodo dell'anno passato. Coinvolte 536 aziende. La cassa integrazione straordinaria riguarda 615 lavoratori, con un raddoppio delle ore rispetto allo stesso periodo dell'anno passato. La deroga per le aziende all'industria conta 298 lavoratori in meno rispetto all'anno passato. Ed in crescita è anche la cassa integrazione ordinaria: 567 lavoratori interessati per 61 aziende.
E' con questi numeri che Prato si presenta in corteo al Primo Maggio. Numeri non destinati a diminuire, almeno secondo le previsioni, nei prossimi mesi e che hanno fatto sì che Unione industriale, Cgil, Cisl, Uil e Rete imprese (commercianti e artigiani) decidessero di unirsi in piazza e sul palco. A Prato come in altre città d'Italia.
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