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Spari a Palazzo Chigi, ancora gravissimo il carabiniere ferito
Claudio Modini, direttore del Dea del Policlinico Umberto I, fa il punto dopo la prima notte in ospedale del brigadiere di Prato: "Condizioni molto delicate, ma siamo ottimisti"
«La situazione è sempre molto grave, ma siamo ottimisti». Le parole sono di Claudio Modini, direttore del Dea del policlinico Umberto I di Roma e si riferiscono a Giuseppe Giangrande, il carabiniere siciliano ma residente a Prato ferito a colpi di pistola davanti a Palazzo Chigi. A sparare, mentre il governo Letta giurava al Quirinale, un disoccupato calabrese, Luigi Preiti, 49 anni, di Rosarno.
Giangrande è stato ferito al collo e ha subito una lesione della colonna vertebrale cervicale: è ricoverato all'ospedale Umberto I di Roma dove ha subito un intervento chirurgico. Rischia la paralisi. «Un danno midollare importante. La prognosi resta riservata "per 72 ore quoad vitam", cioè per sapere se sopravviverà", ha ribadito stamani (lunedì) il direttore del Dea del Policlinico, Claudio Modini. «Giangrande ha passato la notte sedato e le sue condizioni sono stazionarie». Antonio Santoro, direttore del reparto di neurochirurgia del policlinico, aggiunge: «Giangrande è molto vigile e lascia intendere di capire quello che gli viene chiesto. Valuteremo se le condizioni respiratorie siano ottimali per togliere l'intubazione o praticare una tracheotomia». Resta la prognosi riservata di 72 ore dichiarata domenica.
FOTO Chi è il carabiniere ferito
Giangrande, vedovo da circa tre mesi, con una figlia di 23 anni che vive anche lei a Prato, è in forza al Sesto Battaglione carabinieri Toscana di Firenze. Fa parte del gruppo antisommossa ed è la ragione per la quale, probabilmente, si trovava a Roma in questo periodo. A Prato ha lavorato al radiomobile e spesso ha compiuto blitz nella chinatown assieme alla Compagnia. Ha lavorato anche in Val di Susa (Tav) ed è stato impegnato in una missione nei Balcani.
IL POST SU FACEBOOK PRIMA DELLA TRAGEDIA
La moglie si chiamava Letizia ed è morta improvvisamente circa tre mesi fa a causa di una malattia. La figlia, Martina, ha 23 anni e lavora in una società di catering di Prato, la "Baloon Bar". Appena saputa la notizia del ferimento del padre è partita per Roma.
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