Attenzione
Spaccio di droga e vandali via Magnolfi dice basta
Le libraie di Equilibri: «Questa strada è il biglietto da visita del centro storico, ma il cambio della viabilità non ha migliorato la situazione»
PRATO. Se la goccia che fa traboccare il vaso è proprio… un vaso, uno di quelli con il gatto nero sullo sfondo bianco. Sempre ben sistemati sulla soglia, quasi a dare il benvenuto al cliente ghiotto di libri. E’ successo l’altra notte, alla libreria “Equilibri” di via Magnolfi il cui emblema è proprio un gatto nero dal profilo sinuoso: un faro di cultura in questa via, una delle poche etichette di librerie indipendenti rimaste in città, a metà tra la stazione del Serraglio e piazza Duomo. Venerdì mattina, quando hanno tirato su il bandone Barbara Fiaschi e Simona Cantini hanno avuto l'amara sorpresa di trovare i vasi rotti e le piante sradicate. Non è la prima volta che accade. Ma il vaso della pazienza adesso è colmo.
«Al di là degli atti di vandalismo - lamentano Barbara e Simona - la situazione a livello di degrado e microcriminalità sta diventando insostenibile. Mai come nell’ultimo periodo via Magnolfi è diventata un viavai di drogati e spacciatori a tutte le ore del giorno e della notte. Abbiamo una questione di evidente ordine pubblico». Da sei anni le due libraie illuminano questo scorcio del centro storico. L’altro giorno, hanno affidato alla pagina di Facebook il loro sfogo: «Ma chi ce lo fa fare, se tutte le mattine lo spettacolo che ci presenta è sempre più avvilente? Il decoro in centro storico - scrivono sul social network - passa anche da una buona politica, visto che questa giunta ha fatto della sicurezza la propria bandiera politica».
La parola d’ordine è decoro, a partire dall’arredo urbano per il quale le libraie di “Equilibri” sono una fucina d’idee a tal proposito. «Si potrebbe fare come a Pontremoli, lanciando un concorso d'idee tra le scuole per allestire delle panchine artistiche. Facciamoci venire in mente qualcosa per ripopolare questa strada di gente: via Magnolfi è il biglietto da visita del centro storico per chi arriva da fuori in treno. E il cambio della viabilità, con il passaggio da area pedonale a Ztl, francamente non ha migliorato, anzi. Oltretutto le due transenne all’ingresso da piazza Duomo sono proprio brutte a vedersi». La pazienza si è esaurita anche all'estremo opposto della strada, dove pochi passi separano il ristorante “Agorà” dal punto di ritrovo dello spaccio gravitante intorno a via Magnolfi e via Pier Cironi. Hanno avuto coraggio a investire qui Marco e Andrea Boretti. «Quando si tratta di far aprire una nuova attività tanti riconoscimenti - osserva Marco - per poi sentirsi soli e abbandonati. La nostra clientela femminile ha paura la sera ad arrivare in questa strada. Come dare loro torto?». La nuova viabilità fa storcere la bocca anche al ristoratore: «Passano meno auto e c’è più deserto». La fotografia di una via Magnolfi sempre più in balia di tossici e spacciatori è anche quella scattata dal titolare dello storico hotel “Giardino”, dove la famiglia Risaliti da generazioni è al timone dal 1925. Per il titolare Gianni siamo al livello del paradosso, con un presidio di polizia a pochi passi in piazza Duomo. «Qui davanti l’eroina in bustine viene spacciata in pieno giorno e nessuno fa nulla. Sono anni che denuncio questo scempio, ora mi sono stufato. Non parliamo di ciò che avviene di sera. Dove sono le ronde di militari? Abbiamo un presidio di polizia in piazza Duomo: perché non tenerlo aperto dalle 22 alle 8 di mattina anziché di giorno? I miei storici clienti che lavorano con il tessile, quei pochi ancora rimasti, sono tornati qui la settimana scorsa, meravigliandosi di come questa via sia peggiorata ancora».
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