Sicurezza
Sposarsi all’orientale: in limousine al castello
Il pasticcere delle giovani coppie cinesi racconta vezzi e manie dei suoi giovani connazionali: «Un ritorno alla tradizione»
PRATO. A furia di sfornare torte nuziali per gli innamorati si è fatto una discreta fama in città e non solo. «Quando a Prato si sposa qualcuno delle famiglie cinesi più importanti viene da me».
Perché il 41enne Zheng Xiaobo, per gli italiani Fabio, oltre a essere il primo orientale ad aver aperto dieci anni fa una pasticceria orientale a Prato (prima in piazza della Gualchierina e poi in via Marini), è diventato un abile organizzatore di matrimoni a tutti gli effetti.
Un vero professionista dei fiori d’arancio, per fare in modo che nel giorno più bello fili tutto liscio. Dalla torta nuziale ai fiori, dal noleggio auto (spesso delle lunghissime limousine o delle fiammanti Ferrari) agli addobbi, passando per la scelta della location e il servizio, Fabio cura tutto il rituale della celebrazione cinese in ogni suo ingrediente.
Ha anche un blog scritto in italiano (matrimoniopercinesi.blogone.biz), che fa riferimento alla pasticceria “Xlm”, quella di Fabio e di sua moglie. Squilla in continuazione il cellulare del pasticcere mentre ci svela la ricetta del suo pan di spagna: «E’ più leggero perché utilizzo meno zucchero e più grassi vegetali. Tra i miei clienti c’è un architetto italiano che ne va pazzo».
Al telefono sfodera un italiano praticamente perfetto. «Sì, nel menù fai mettere anche le tagliatelle ai porcini», chiede Fabio all’interlocutore dall’altra parte del filo, mentre è intento a organizzare il ricevimento di un matrimonio cinese dove sono previsti anche degli invitati italiani.
La pasticceria di Fabio è un tripudio di colori, soprattutto il rosso e il giallo che portano fortuna agli amanti, secondo la tradizione cinese: qui i futuri sposi possono scegliere le caramelle da abbinare alle partecipazioni di nozze.
«Quando sono arrivato a Prato nel 1997, dopo cinque anni di lavoro come cameriere a Venezia, non c’era una pasticceria cinese: le coppie si sposavano con un pranzo veloce al ristorante – racconta Fabio -. Decisi di aprirne una perché i miei connazionali potessero riavvicinarsi alle loro tradizioni. Faccio parte degli immigrati di seconda generazione, quella che cerca di mantenere un ponte con la Cina: i miei due figli invece stanno diventando pratesi a tutti gli effetti. L’integrazione è solo una questione di tempo».
Visto che a tante coppie dagli occhi a mandorla piace sposarsi nelle ville storiche toscane, Fabio Zheng ha preferito appoggiarsi a una società specializzata in location e allestimenti in cornici suggestive.
«Con Fabio ci siamo conosciuti un anno fa, alla fiera “Tutto Sposi” di Firenze - spiega la titolare Gabriella Magnolfi -. Ci siamo trovati subito in sintonia. Oggi la “Castello Ricevimenti” dà una mano e collabora nella ricerca delle location più adatte per i matrimoni cinesi».
Le cornici più gettonate, ultimamente, sono le ville medicee di Carmignano e Poggio, oltre a villa Castelletti (Signa) e villa Paterno (Montespertoli) per le coppie con maggiori dispopnibilità economiche.
«Sono quelle che desiderano i vini migliori, cercano l’eleganza e la raffinatezza persino nella scelta del menù», spiega la wedding planner Magnolfi.
C’è un pizzico di leggenda metropolitana forse nel fatto che, pur di avere un matrimonio da favola, i cinesi spenderebbero una follia. «Per la verità ci si sta avvicinando ai livelli degli italiani», fa notare Gabriella Magnolfi.
E la spesa può aggirarsi anche sui 15-20mila euro per cento o duecento invitati al pranzo nuziale.
Di certo i festeggiamenti per le nozze cinesi sono molto lunghi e arrivano a durare anche per 24 ore: solitamente, prima si consuma il pranzo in villa per parenti e amici stretti e poi tutti a cena al ristorante cinese.
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