Gioco
Adesso nel matrimonio misto la “lei” può essere italiana
PRATO. Al cuore non si comanda e non tutte le barriere culturali sono insormontabili se di mezzo ci sono i sentimenti. Così, per la prima volta a Prato nel 2012 si sono celebrate due inedite unioni...
PRATO. Al cuore non si comanda e non tutte le barriere culturali sono insormontabili se di mezzo ci sono i sentimenti.
Così, per la prima volta a Prato nel 2012 si sono celebrate due inedite unioni “miste” di fronte all’ufficiale di stato civile: lei italiana, lui cinese. Mentre altri sei matrimoni hanno visto un uomo italiano convolare a nozze con una cittadina cinese, sempre secondo i dati statistici pubblicati sul sito del Comune. Ma il contrario, ovvero la coppia formata da marito cinese e moglie italiana, è sempre stato praticamente raro.
«E perché mai? Prima o poi doveva accadere proprio qui a Prato - fa notare Matteo Yehuiming, rappresentante della comunità orientale ben inserito nella realtà pratese -: l’incontro fra persone di diversa appartenenza culturale è un processo spontaneo. Anzi – ironizza Matteo – oggi sono più le donne italiane attratte dal maschio cinese per questioni di soldi e ricchezza».
Non si annodano dunque solo legami d’amicizia: tra italiani e cinesi si arriva persino a costruire una famiglia insieme, in barba a mentalità culturali diverse. Ma questo spesso non costituisce un ostacolo, soprattutto per le seconde generazioni. E in effetti, stando sempre ai numeri dell’anagrafe, le due coppie italo-cinesi che nel 2012 hanno visto lo sposo parlare la lingua del Dragone sono giovani (ambedue i coniugi residenti a Prato), oscillanti tra i 20 e 25 anni d’età. Infine, due curiosità: alcune coppie orientali che si scambiano le promesse nuziali, con tanto di cerimonia in pompa magna nelle ville, non ufficializzano il loro “contratto” in Comune. Uno dei motivi, a sentire la comunità cinese, sarebbe l’eccesso di burocrazia: per sposarsi in Italia serve un attestato rilasciato in Cina, una dichiarazione di celibato o nubilato tradotta e timbrata all'ambasciata cinese che va poi presentata in Comune. Quindi, largo ai festeggiamenti senza passare dall'ufficio anagrafe o dal palazzo comunale. Inoltre gli orientali di fede buddista non scelgono casualmente la data per coronare il sogno di una vita insieme, abbinandola invece a un giorno che dovrebbe portare fortuna. Attirare la benevolenza del fato, tenendo sott’occhio il calendario, è parte integrante insomma del rito nuziale.
M.L.
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