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Prato

«Prato perde molto senza locali notturni»

 «Prato perde molto senza locali notturni»

Il bilancio di Rosati di Confesercenti: meno indotto per tutto il settore, dai bar alle pizzerie e i ragazzi si abituano a vivere il divertimento altrove

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PRATO. Anche la presenza di locali notturni e di discoteche è occasione di sviluppo per un territorio.

I locali portano movimento di giovani e un indotto economico che può interessare anche altri settori commerciali.

Purtroppo non è il caso di Prato: qui le discoteche, se riescono ad aprire, sopravvivono per poco più di una stagione, e poi i ragazzi sono di nuovo costretti da “emigrare” a Firenze, in Versilia, a Bologna per andare a ballare e ascoltare musica.

Le discoteche vere e proprie, capaci di attrarre noti dj e anche ragazzi da fuori provincia, a Prato sono scomparse da almeno trent’anni.

Un fenomeno strano che secondo le associazioni di categoria penalizza ulteriormente l’economia del territorio. «L’assenza di discoteche e di locali di questo tipo fa perdere molto a una città – ha spiegato Roberto Rosati di Confesercenti – Non c’è solo il momento in cui i giovani vanno a ballare, ma c’è anche il prima e il dopo, e la possibilità per loro di frequentare altri locali e di essere clienti che spendono. L’assenza di discoteche a Prato porta i giovani ad andare fuori da qui e questo li abitua a vivere il divertimento in altri luoghi. In questo modo Prato perde ulteriormente di competitività anche nel settore dei bar, dei locali da apericena, nelle pizzerie».

Tanti pub e luoghi in cui si suona musica rock resistono nel tempo e non sembrano essere toccati dal fenomeno di rapida scomparsa che invece interessa le discoteche.

«Non è facile capire come mai le discoteche abbiano un grande successo iniziale e poi, dopo poco, scompaiano nel nulla – continua Rosati – Altri locali, nonostante le difficoltà del momento, ci sono da vari anni e sono frequentati».

Prato sembra dunque destinata a non avere una sua discoteca o un locale notturno catalizzatore.

La speranza di Rosati è che almeno il Naif riesca a riaprire in autunno nella totale regolarità per dare modo a tanti giovani di restare in città a divertirsi senza cercare altrove qualcosa che, con un po’ di intraprendenza, possono trovare anche vicino a casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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