Lutto
Festa della liberazione delle “larghe intese” ma Alp litiga con Anpi
Polemiche al “controcorteo”, Saccenti lascia e va al concerto Concordia in mattinata tranne per i cori dell’ultra sinistra
PRATO. Concordia e screzi in una sola giornata. La bipartisanship della Resistenza ai tempi della gran coalizione. È stato un 25 aprile più di unità nazionale del solito quello visto a Prato quest'anno. Complice la gestione politica delle elezioni più incerte della storia repubblicana con un Parlamento costretto a lavorare di grande coalizione per formare una maggioranza e un governo. Questo intento è riecheggiato negli interventi alla manifestazione mattutina, mettendo sulla stessa lunghezza d'onda Dino Saccenti di Anpi e il vice-sindaco Goffredo Borchi. «Dobbiamo ritrovare lo spirito che ci accompagnò nel 25 aprile per risolvere i problemi economici dei giorni nostri» ha detto il presidente provinciale dell'associazione dei partigiani.
Un'apertura di credito chiaramente rivolto al livello di governo nazionale, espressamente indirizzato al governo Letta che in queste ore sta provando a conciliare gli opposti di Pd-Pdl in nome della responsabilità nazionale.
Così è capitato che nel venirsi incontro lo spunto più a sinistra è arrivato proprio da Borchi, il politico di centrodestra: «Il prossimo governo dovrà dare risposte a chi non vive più per mancanza di lavoro, specialmente agli esodati». Tuttavia se l'arco costituzionale del 2013 a Prato ha riflesso il clima di larghe intese in piazza del Comune nell'apice delle celebrazioni ufficiali per la festa della Liberazione, un significativo per quanto localissimo segnale di incrinatura si è verificato a sinistra. Già nella mattinata della concordia la geografia di piazza del Duomo rifletteva quella politica con una linea di separazione netta: a destra “schiacciati” sul lato del sagrato Giovani Democratici, Pd, Pdl a breve distanza gli uni dagli altri. Sul lato opposto gli “extraparlamentari”: la Federazione della Sinistra, l'Idv e un paio di bandiere dei marxisti-leninisti (Pmli). In posizione insolitamente più centrale i portabandiera di Sel.
Nel pomeriggio la divisione è diventata una piccola rottura. Ad essere protagonisti i giovani dell'Assemblea Libertà è Partecipazione, che hanno organizzato un anti-corteo in polemica con quello ufficiale: «Non ci piace che questa amministrazione comunale non dia risalto opportunamente all'aspetto popolare della Resistenza, mentre concede uno spazio eccessivo a militari e rappresentanti delle forze armate» è stata l'accusa di Diego Blasi, portavoce dimissionario di Alp.
Ma l'argomento non è piaciuto a Ennio Saccenti di Anpi, che dopo pochi minuti, visto il flop di partecipazione (appena 20 i presenti), ha abbandonato la manifestazione andando direttamente in piazza dell'Università, punto d'approdo dell'evento: «Sto sempre dalla parte dei giovani, che hanno bisogno di essere seguiti e sostenuti. Allo stesso modo dico che l'Anpi non era al corrente di questa volontà di contestare la manifestazione istituzionale. Ce l'avevano presentata come un modo per accompagnare il pomeriggio al concerto di Bomba Libera Tutti, la prossima volta a queste condizioni noi non ci saremo. Forse ci sono troppi militari? Ma questo non viene deciso a Prato, dal 2001 c'è una circolare ministeriale che vincola tutti i Comuni capoluogo ad attenersi al protocollo stabilito per la celebrazione all'altare della patria a Roma».
Carlandrea Poli
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