Gioco
Il Museo Pecci incassa meno di 30 euro al giorno: i numeri del flop
Cifre impressionanti, in negativo, nella relazione della direttrice amministrativa allegata al bilancio: solo 670 biglietti interi staccati nel corso del 2012
PRATO. Il museo Pecci incassa appena 30 euro al giorno. Sono numeri impressionanti, in negativo, quelli contenuti nella relazione allegata al bilancio dalla direttrice amministrativa Elisabetta Dimundo, l’occasione per effettuare una radiografia dei problemi del Centro per l’arte contemporanea. Nel corso del 2012 sono stati staccati 8.834 biglietti, ma tra omaggi (quasi 2.700), ridotti e gruppi, il ricavato annuo è stato di appena 11.921 euro, con soli 670 biglietti interi a pagamento, in pratica meno di due al giorno.
Nel 2012 il Centro ha conseguito un utile di 91.821 euro, rispetto al disavanzo di 84.572 dell’anno precedente, grazie ad una ulteriore erogazione di 50mila euro ciascuno dal Comune di Prato e dalla Regione, oltre «ad un oculato controllo della spesa». Nella relazione acclusa al bilancio vengono elencate le criticità del Pecci per quanto riguarda il personale dipendente, cominciando dall’insufficiente operatività del responsabile amministrativo, perché anche direttore, così come, secondo Elisabetta Dimundo, «permane una difficoltà dei quadri ad essere gestori delle risorse umane assegnate». In particolare si evidenzia «l’insufficiente programmazione ed organizzazione del lavoro nell’area artistica, così come è in attesa di completamento l’inventario della collezione». Per quanto attiene all’area cultura e territorio, «si riscontrano problematiche nella gestione dei servizi di pulizia, con il personale dell’accoglienza, del bookshop, dei servizi di biblioteca», per concludere con un giudizio negativo sull’ atteggiamento dell’area territorio e cultura «insufficientemente dinamico e propositivo». Infine, per la stessa area amministrativa permangono i problemi «dovuti all’insufficiente interscambiabilità del personale assegnato».
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