Gioco
Il secondo cinese iscritto all'Unione industriale: «Insieme possiamo battere la crisi»
Gabriele Zhang è ottimista sul futuro dei rapporti fra imprenditori orientali e italiani e prevede che presto altri connazionali lo seguiranno
PRATO. «Sono entrato in Confindustria perché spero tanto che si possa iniziare un percorso che unisca imprenditori pratesi e miei connazionali nell’obiettivo di scacciare via la crisi da Prato». Parla Gabriele Zhang, titolare della confezione Luma, secondo imprenditore cinese a iscriversi all’Unione Industriale pratese. Secondo Zhang l’unico nemico del distretto tessile è la crisi che sta facendo morire tante imprese. Per combatterlo non ha in mente progetti faraonici o strategie particolari, ma è convinto che occorra fare squadra.
«I rapporti tra imprenditori cinesi e italiani possono migliorare - dice - ho tanti amici tra loro e credo che se lavoreremo bene, entro un anno, almeno altre tre o quattro aziende cinesi aderiranno all’associazione: per molti di noi è un’opportunità da cogliere per conoscere meglio il sistema giuridico e capire quali sono le regole da rispettare perché senza la legalità non si va da nessuna parte. Il significato della mia adesione a Confindustria è anche quello di trasmettere un messaggio». Ora che Xu Qiu Lin (per tutti i pratesi Giulin) non è più l’unico imprenditore cinese ad aver aderito a Confindustria Prato, si auspica che le relazioni tra imprenditori italiani e cinesi all’interno del distretto diventino più facili. «Se qualcuno arriva a dire “meno male ci sono i cinesi” vuole dire che qualcosa sta cambiando», dice con una punta di ironia e orgoglio, tuttavia «su questo fronte intendo lavorare molto perché sono convinto delle potenzialità di un’integrazione tra confezioni cinesi e filiera tessile - continua - Noi abbiamo la capacità produttiva, i pratesi, da sempre, hanno sviluppato grande creatività: mettendo insieme queste nostre competenze specifiche diverse potremmo creare nuove grandi opportunità per Prato».
E smentisce quanti sostengono che i cinesi stiano per lasciare la città e l’Italia a causa del calo del giro di affari. «Siamo qui da oltre vent’anni e non abbiamo intenzione di andarcene - afferma -. Lavoriamo piuttosto per rilanciare questo territorio e riportare qui la ricchezza».
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